Michael: Antoine Fuqua rivede il film e commenta le accuse a Jackson: “A volte le persone fanno cose orribili per denaro”.
Il biopic Michael, diretto da Antoine Fuqua, continua a far discutere ancora prima della sua uscita in sala. In una nuova intervista rilasciata al New Yorker, il regista, come riportato da Variety, ha raccontato le complesse riprese aggiuntive che hanno profondamente modificato la struttura del film, oltre a esprimere dubbi su alcune delle accuse rivolte a Michael Jackson.
Come già anticipato, la produzione ha dovuto investire fino a 15 milioni di dollari in nuove riprese per rivedere il progetto. Nella versione originale, il film si apriva con il raid della polizia nel Neverland Ranch nel 1993, legato alle accuse di abusi mosse dalla famiglia di Jordan Chandler. Da lì, la narrazione ripercorreva la vita della popstar fino alla causa legale, poi chiusa con un risarcimento da 23 milioni di dollari prima che le indagini venissero archiviate.
Tuttavia, nella versione finale del film ogni riferimento a Chandler e alle accuse è stato completamente rimosso. La decisione è arrivata dopo che gli avvocati degli eredi di Jackson hanno individuato una clausola legale che vieta qualsiasi rappresentazione o menzione del caso. Di conseguenza, è stata eliminata anche la scena iniziale del raid. “Ho girato [la scena] in cui [Michael] veniva spogliato nudo, trattato come un animale, un mostro”, ha raccontato Fuqua.
Nel corso dell’intervista, il regista ha affrontato anche il tema delle accuse che negli anni hanno coinvolto Jackson, pur senza prendere una posizione definitiva: “Quando sento cose su di noi — in particolare sui neri, soprattutto in determinate posizioni — mi fermo sempre a riflettere”. E ha aggiunto: “A volte le persone fanno cose orribili per denaro”.
Pur riconoscendo di non conoscere la verità sui fatti, Fuqua ha espresso scetticismo verso alcuni degli accusatori, sottolineando come il padre di Chandler fosse stato registrato mentre minacciava di “umiliare oltre ogni limite” la star.
Le accuse contro Jackson hanno attraversato diversi momenti della sua vita pubblica: nel 2005 fu processato per dieci capi d’accusa legati a presunti abusi su un minore, venendo però assolto. Anni dopo, il documentario Leaving Neverland ha riportato nuove testimonianze da parte di altre presunte vittime.
Dopo 22 giorni di riprese aggiuntive realizzate lo scorso giugno, la nuova versione di Michael, nelle sale italiane dal 22 aprile con Universal Pictures, si concentra su un periodo diverso della vita dell’artista, evitando i casi giudiziari e puntando invece sull’apice della sua carriera e sul rapporto complesso con il padre, Joe Jackson.






