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Mother Mary: come è nata la pop star fittizia di Anne Hathaway

Dietro Mother Mary, Anne Hathaway diventa una pop star creata da zero: musica, costumi e performance per un’icona completamente fittizia.

Come si costruisce una pop star da zero? Non solo con la musica, ma con un’identità, un immaginario e una presenza scenica capaci di sembrare reali, proprio come in Mother Mary, il nuovo ambizioso film che trasforma Anne Hathaway in una diva pop completamente inventata, ma incredibilmente credibile.

Per dare vita a Mother Mary, nelle sale italiane dal 14 maggio, il regista David Lowery, come riportato da Variety, ha coinvolto un team creativo di alto livello: dalla coreografa Dani Vitale alla direttrice della fotografia Rina Yang, fino alla costumista Bina Daigeler. Insieme hanno costruito ogni dettaglio del personaggio, come se fosse una vera star, arrivando a condensare “dieci anni di sviluppo artistico in sei mesi”, come ha raccontato Vitale.

Nel film, Mother Mary è una leggenda della musica, capace di ridefinire generi e conquistare il pubblico globale. Ma dietro lo spettacolo si nasconde anche un lato più fragile e oscuro, raccontato attraverso il rapporto complesso con la sua ex collaboratrice e amica, interpretata da Michaela Coel.

Per rendere il personaggio autentico, il team ha preso ispirazione da icone reali come Lady Gaga e Taylor Swift, senza copiarle direttamente. “La domanda era: come possiamo catturare le emozioni e lo spirito che artisti come Taylor riescono a trasmettere?”, ha spiegato Vitale, mentre di Gaga è stata fondamentale “la sua forza, vulnerabilità e autenticità”.

La musica gioca un ruolo centrale nel film, grazie al contributo di artisti come Charli XCX, Jack Antonoff e FKA Twigs, che hanno creato un intero album originale per dare voce alla protagonista.

Per calarsi davvero nei panni della pop star, Hathaway ha affrontato una preparazione intensissima, tra allenamenti quotidiani e studio della performance. “Nessuno di noi voleva che Mother Mary avesse una voce simile a quella di qualcun altro”, ha raccontato l’attrice. “Volevamo che fosse unica, qualcuno in grado di stare accanto alle grandi icone del pop degli ultimi vent’anni”.

Anche l’aspetto visivo è stato fondamentale: i costumi raccontano l’evoluzione della carriera della cantante, diventando via via sempre più spettacolari. “Abbiamo creato la nostra pop star in ogni dettaglio: nelle canzoni, nei testi, nei costumi. Ed è stata la parte più divertente”, ha spiegato Daigeler.

Grande attenzione è stata dedicata anche alle scene dei concerti, pensate per essere immersive e realistiche. “Si rischia di perdere autenticità se i concerti non sono all’altezza”, ha sottolineato Vitale, mentre Yang ha aggiunto: “Molti concerti nei film non sembrano veri. Noi volevamo che fossero epici”.

Il risultato è un personaggio che sembra esistere davvero, una pop star completa fatta di musica, immagine e contraddizioni. E al centro di tutto, una Anne Hathaway capace di trasformarsi totalmente, fino a far dimenticare al pubblico che Mother Mary è solo finzione.


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