no other choice

No Other Choice: la sceneggiatura del thriller dark comedy di Park Chan-wook

La sceneggiatura di No Other Choice sul complotto di un lavoratore licenziato per eliminare la concorrenza.

No Other Choice, dark comedy thriller satirica diretta da Park Chan-wook e tratta dal romanzo The Ax (1997) di Donald E. Westlake, è stato presentato in concorso all’82ª Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto una standing ovation di nove minuti. Il film ha poi conquistato l’International People’s Choice Award al Toronto Film Festival ed è stato scelto come candidato ufficiale della Corea del Sud agli Oscar per il miglior film internazionale.

Acquisito da Neon prima del circuito festivaliero e distribuito in Italia da Lucky Red dal 1° gennaio 2026, il film ha ottenuto numerose candidature: Golden Globe (Miglior Film – Musical o Commedia, Miglior Film in Lingua Non Inglese e nomination per Byung-hun Lee), Gotham Awards (Miglior Film) e Critics Choice Awards (Miglior Film in Lingua Straniera). Riconoscimenti anche per la sceneggiatura non originale, firmata da Park Chan-wook con Lee Kyoung-mi, Jahye Lee e Don McKellar, e che grazie a Deadline potete leggere qui: NO OTHER CHOICE.

Qui la RECENSIONE: No Other Choice, la recensione: Park Chan-wook e l’uomo che non doveva fallire

no other choice script

Ambientato a Busan, il film segue Yoo Man-soo (Byung-hun Lee), dirigente di una cartiera che vive una vita apparentemente stabile con la moglie Mi-ri (Son Ye-jin) e i figli. L’equilibrio si incrina quando scopre che un premio ricevuto è in realtà una buonuscita: Yoo viene licenziato e, convinto di potersi rapidamente ricollocare, giura che tornerà presto al successo.

La promessa si trasforma in ossessione. Incapace di adattarsi, Yoo scivola in lavori umilianti, fallisce i colloqui e vede crollare il proprio status, mentre le difficoltà economiche e personali si accumulano. Quando la disperazione raggiunge il culmine, mette in atto un piano folle: fingendosi un datore di lavoro, attira ex colleghi e rivali più qualificati per eliminarli uno a uno, persuaso che ridurre la concorrenza sia la sua unica via di salvezza.

La sceneggiatura offre una satira feroce sull’identità maschile, sull’orgoglio ferito e sull’incapacità di accettare il fallimento. La frase “nessuna altra scelta”, ripetuta come un mantra prima di uccidere, svela l’amara ironia del film: Yoo non è costretto a nulla, ma prigioniero del proprio ego.

Come ha spiegato Park Chan-wook, il cuore del racconto sta nella trasformazione di una persona comune, deformata da un sistema sociale spietato. Le vittime di Yoo sono il suo riflesso: uomini fragili, schiacciati dalla stessa crisi. E il paradosso finale è che la sua rabbia non si rivolge al sistema che lo ha escluso, ma a chi ne è vittima quanto lui.


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