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Oscar 2026: le sorprese e gli snobbi più clamorosi delle nomination

Le nomine degli Oscar 2026 tra sorprese e snobbi clamorosi, da Wicked escluso al colpo di scena F1, assenze e riconoscimenti inattesi.

Sono state annunciate le nomination della 98ª edizione degli Academy Awards e, come spesso accade, l’elenco dei candidati ha riservato numerose sorprese e altrettanti snobbi clamorosi, capaci di spiazzare anche i più esperti osservatori della stagione dei premi. Tra esclusioni eccellenti e riconoscimenti inattesi, la mattinata degli Oscar ha acceso il dibattito.

Uno dei casi più discussi, come riportato da Variety, è senza dubbio quello di Wicked. Il film, che sembrava destinato a ottenere ampio spazio nelle categorie principali, è stato completamente ignorato sul fronte attoriale: Ariana Grande e Cynthia Erivo sono rimaste fuori, così come le nuove canzoni originali scritte da Stephen Schwartz, considerate da molti tra le favorite. Una doccia fredda per una produzione che appariva ben posizionata nella corsa alle statuette.

Delusione anche per Chase Infiniti, una delle rivelazioni della stagione, che non è riuscita a conquistare la nomination come miglior attrice protagonista per One Battle After Another, nonostante una campagna molto visibile. Allo stesso modo, sorprende l’esclusione di Paul Mescal per Hamnet: sebbene la sua partner di scena Jessie Buckley abbia ottenuto il riconoscimento, l’attore irlandese è rimasto fuori, nonostante molti dessero per scontata almeno una candidatura.

Tra gli snobbi tecnici spicca quello di Superman, rimasto fuori dalla categoria degli effetti visivi, segno che l’Academy non è stata conquistata dall’Uomo d’Acciaio quanto il pubblico. Fa rumore anche l’assenza di No Other Choice dalla cinquina del Miglior Film Internazionale: la satira dark di Park Chan-wook, apprezzata dalla critica e forte anche al botteghino, ha probabilmente pagato una concorrenza particolarmente agguerrita in una categoria affollata di titoli sostenuti da importanti campagne.

Non ha trovato spazio neppure Sorry, Baby, film indipendente molto amato nei festival e candidato ai Golden Globe, così come Jay Kelly di Noah Baumbach, che in un’annata meno competitiva avrebbe potuto contare almeno su nomination per George Clooney e Adam Sandler. Delude anche l’esclusione di Jennifer Lawrence per Die My Love: nonostante una performance intensa e apprezzata, il film di Lynne Ramsay sembra non aver convinto gli elettori, probabilmente a causa della sua natura più ostica e della distribuzione limitata.

Tra gli altri titoli rimasti al freddo figura anche Il testamento di Ann Lee. L’ambizioso dramma storico di Mona Fastvold, sostenuto dall’interpretazione di Amanda Seyfried, potrebbe essere apparso troppo anticonvenzionale per l’Academy. Stessa sorte per Miley Cyrus, che non è riuscita a ottenere una nomination per la canzone originale Dream As One, scritta per Avatar: Fire and Ash. Sorprende infine l’assenza di Guillermo del Toro dalla categoria Miglior Regia: nonostante Frankenstein abbia conquistato nove nomination, incluso Miglior Film, il regista messicano è rimasto inspiegabilmente fuori.

Accanto agli snobbi, non sono mancate le sorprese. Una delle più apprezzate è la nomination di Delroy Lindo come Miglior Attore Non Protagonista per Sinners. Poco considerato durante la stagione, l’attore veterano ha convinto l’Academy con la sua intensa interpretazione di Delta Slim. A sorpresa arriva anche la candidatura di Kate Hudson per Song Sung Blue: pur sostenuta da una solida campagna, non era considerata una certezza in una categoria altamente competitiva.

Sorprende positivamente anche Elle Fanning, che ottiene una nomination come Miglior Attrice Non Protagonista per Sentimental Value. Mentre l’attenzione mediatica era concentrata sulla co-protagonista Inga Ibsdotter Lilleaas, entrambe le attrici sono riuscite a entrare nella rosa delle candidate. In ambito tecnico, spicca la nomination di The Ugly Stepsister, produzione Shudder che conquista l’Academy grazie al suo trucco e acconciatura audaci e disturbanti, perfettamente in linea con il tono del film.

Riemerge inaspettatamente anche The Lost Bus di Paul Greengrass, dato per disperso durante la stagione dei premi ma capace di ottenere una candidatura per gli effetti visivi. A strappare un sorriso è invece un dettaglio insolito ma apprezzato: durante l’annuncio delle nomination, Danielle Brooks e Lewis Pullman hanno pronunciato correttamente tutti i nomi, un evento meno scontato di quanto si pensi.

La sorpresa più clamorosa resta però F1, che riesce a imporsi arrivando fino alla nomination – e al riconoscimento – come Miglior Film. Nonostante il sostegno dei votanti più tradizionalisti, in pochi credevano che la campagna di Apple potesse spingersi così lontano, superando produzioni considerate più “da Oscar”.

Le nomination di quest’anno confermano ancora una volta quanto gli Academy Awards sappiano essere imprevedibili, capaci di premiare outsider e ignorare favoriti annunciati. Ora l’attenzione si sposta sulla notte delle statuette, dove sorprese e ribaltoni potrebbero non essere ancora finiti.


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