L'Odissea Nolan

Oscar 2027, L’Odissea è già il film da battere: pioggia di elogi per Nolan

Nolan con L’Odissea conquista i primi votanti degli Oscar 2027: “Christopher Nolan è il regista del nostro tempo”.

La corsa agli Oscar 2027 potrebbe aver già trovato il suo film da battere. Dopo aver infranto il record d’incassi al debutto mondiale con 264 milioni di dollari, Christopher Nolan con L’Odissea ha iniziato il suo percorso verso la stagione dei premi con le prime proiezioni riservate ai membri dell’Academy. E le reazioni, almeno per ora, sono state entusiaste.

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Nei giorni scorsi infatti, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, come riportato da Variety, ha organizzato una serie di proiezioni dedicate ai suoi membri negli Stati Uniti e nel Regno Unito. La prima si è tenuta sabato al Samuel Goldwyn Theater di Los Angeles, in formato 70mm, con una sala da circa mille posti quasi completamente piena, un dato che viene spesso considerato un indicatore dell’interesse nei confronti di un film durante la stagione dei premi. Lunedì invece è stata la volta dei membri britannici al Soho Hotel di Londra, mentre mercoledì il film è stato proiettato a New York in formato 35mm.

Le prime impressioni raccolte tra gli elettori sono state quasi unanimi nel lodare il lavoro di Nolan. Un entusiasmo che pesa, soprattutto considerando il percorso del regista, rimasto per quasi vent’anni il grande autore di successo che gli Oscar faticavano a premiare fino al trionfo di Oppenheimer, vincitore del premio come Miglior film e della statuetta per la regia nel 2024.

“Non pensavo che nulla potesse superare Oppenheimer e Following, il primo film di Chris”, ha raccontato un veterano dell’Academy. “È il regista per eccellenza del nostro tempo”.

In genere l’Academy tende a non premiare lo stesso regista a distanza così ravvicinata, ma alcuni membri ritengono che L’Odissea rappresenti un ulteriore passo avanti nella sua filmografia. Il kolossal è inoltre il primo lungometraggio girato interamente con telecamere IMAX.

Non sono mancate alcune riserve, espresse comunque con toni positivi. “L’ho trovato spettacolare”, ha dichiarato un altro membro dell’Academy rimasto anonimo. “Un po’ lungo, ma di proporzioni enormi”.

Grande attenzione anche al cast, che sarà al centro delle valutazioni del ramo attori, il gruppo più numeroso dell’Academy. Matt Damon guida un ensemble che comprende Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson, Charlize Theron, John Leguizamo e Jon Bernthal.

Un membro della sezione attori, che ha acquistato personalmente il biglietto per vedere il film, ha commentato: “È stato come l’All-Star Game dell’NBA per gli attori. Matt, entrambi i John, Rob e Anne sono stati incredibili. In bocca al lupo a tutti noi che abbiamo un film in uscita entro la fine dell’anno”.

Cast così numerosi, storicamente, rischiano di dividere i voti nelle categorie dedicate agli interpreti. La posizione di Matt Damon, però, appare diversa. Vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura di Good Will Hunting e già candidato come attore per Invictus e The Martian, potrebbe trovarsi davanti alla campagna più importante della sua carriera.

Tra le scene che hanno colpito maggiormente gli spettatori ci sono due momenti particolarmente intimi, ben lontani dalle grandi sequenze d’azione. “Mi sono commosso tantissimo quando il suo personaggio sente il canto delle sirene e quando accarezza il suo bellissimo cane”, ha raccontato un altro veterano presente alla proiezione. “Penso che Matt debba vincere l’Oscar. Deve assolutamente farlo”.

Proprio la scena con Argos sembra essere uno degli elementi emotivi destinati a sostenere la campagna del film. Se lo spettacolo può aiutare un’opera a conquistare una candidatura, spesso sono le interpretazioni e i momenti più intimi a fare la differenza nelle votazioni finali.

La corsa agli Oscar, però, è ancora lunga. I festival di Telluride, Venezia e Toronto devono ancora iniziare e numerosi drammi, commedie e film di genere potrebbero emergere come rivali. Inoltre, la storia insegna che l’entusiasmo per un film uscito in estate può affievolirsi con l’arrivo dei titoli autunnali. Lo stesso Dunkirk, uscito a luglio e candidato a otto Oscar, fu poi sconfitto nella categoria Miglior film da La forma dell’acqua di Guillermo del Toro.

Ciò nonostante L’Odissea, per i momento, sembra avere dalla sua due elementi fondamentali: una partecipazione altissima alle proiezioni riservate ai membri dell’Academy e un entusiasmo che, secondo diverse fonti, continua anche dopo la fine del film.


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