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Paramount distribuirà 15 film Warner all’anno e conferma la finestra cinema di 45 giorni

Paramount distribuirà 15 film Warner l’anno e conferma 45 giorni in sala: Ellison punta su 30 uscite totali e rilancia il cinema.

La futura fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery punta con decisione sul rilancio dell’esperienza cinematografica in sala. A ribadirlo, come riportato da Variety, è stato David Ellison, che durante una conference call con gli analisti ha confermato l’obiettivo di distribuire almeno 30 film all’anno una volta completata l’operazione: 15 titoli per ciascuno studio.

“Come abbiamo detto più volte, ci impegniamo a fornire un’ampia gamma di narrazioni di alta qualità, tra cui 15 film cinematografici all’anno per studio, per un totale di almeno 30 film all’anno”, ha dichiarato Ellison, sottolineando con forza la centralità del grande schermo: “Crediamo fermamente che i film debbano essere visti al cinema”.

I numeri recenti mostrano però una produzione ancora distante da questo traguardo. Paramount prevede di distribuire almeno 15 film nel 2026, un deciso incremento rispetto agli otto del 2025. Anche Warner Bros., lo scorso anno, si è fermata a 11 uscite. Nonostante ciò, Ellison ha definito il 2025 della major “un programma di successo”, trainato da blockbuster come Superman e Minecraft, che avrebbero contribuito a spingere l’azienda verso i 4 miliardi di dollari di incassi globali. Non sono stati invece citati titoli come Sinners e One Battle After Another, protagonisti della stagione dei premi.

Il rafforzamento dell’uscita tradizionale nelle sale rappresenta anche una presa di distanza rispetto al modello fortemente orientato allo streaming di Netflix, che in passato aveva manifestato interesse per Warner Bros. Discovery prima che Paramount siglasse un accordo da 110 miliardi di dollari. Le relazioni tra Netflix e gli esercenti cinematografici sono state spesso tese, con i proprietari di sale preoccupati che una distribuzione limitata al grande schermo potesse indebolire il settore.

Ellison ha parlato anche in termini personali, richiamando la sua esperienza alla guida di Skydance Media. Nel 2022 la società ha co-prodotto Top Gun: Maverick, diventato un fenomeno culturale con 1,5 miliardi di dollari al box office mondiale. Nello stesso periodo, però, The Adam Project usciva direttamente su Netflix, registrando numeri record sulla piattaforma ma – secondo Ellison – con una risonanza culturale differente rispetto a un’uscita cinematografica tradizionale.

Proprio questa differenza avrebbe influenzato la strategia futura: “Fin dal primo giorno in cui abbiamo acquisito Paramount, abbiamo detto che non ci saremmo dedicati alla produzione di film destinati direttamente allo streaming”, ha spiegato. La nuova entità intende inoltre rispettare una finestra cinematografica di 45 giorni prima dell’approdo sulle piattaforme home entertainment, un compromesso tra esclusività in sala e rapidità di distribuzione digitale.

Non mancano però le perplessità. Il debito combinato delle due società supererà i 78 miliardi di dollari e diversi analisti dubitano che sia realistico sostenere un ritmo di 30 uscite annue di alto profilo. David A. Gross, della società di consulenza Franchise Entertainment Research, ha osservato che difficilmente uno studio riesce a sviluppare, produrre e promuovere con successo più di 15 titoli di grande richiamo in un anno. “Trenta titoli sono estremamente irrealistici”, ha affermato.

La sfida per Ellison sarà dunque duplice: aumentare la quantità di produzioni senza sacrificare la qualità e, al tempo stesso, dimostrare che il cinema in sala può ancora “perforare lo zeitgeist” in un mercato sempre più frammentato tra grande schermo e streaming.


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