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Paramount pronta a rilevare Warner Bros.: entusiasmo e timori globali

Paramount in pole position per l’acquisizione di Warner Bros Discovery tra entusiasmo e preoccupazione globale.

Giovedì sera a Londra, durante l’afterparty della première mondiale del gotico The Bride! di Warner Bros., i telefoni degli ospiti hanno cominciato a squillare all’unisono: Netflix si ritirava dall’accordo per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery, lasciando Paramount Skydance pronta a rivendicare la vittoria.

Tra le star presenti — Maggie Gyllenhaal, Jessie Buckley, Christian e Jake Gyllenhaal — e i dirigenti della Warner guidati dal co-CEO Pam Abdy, l’atmosfera era di sollievo: la lunga e combattuta gara per il controllo dello studio sembrava giunta a conclusione.

Ma la notizia, come riportato da Variety, ha generato reazioni miste nella comunità cinematografica internazionale. Negli Stati Uniti, il dibattito si concentra sul consolidamento del potere mediatico e sui legami con Donald Trump; fuori dagli USA, la preoccupazione principale riguarda il peso contrattuale e distributivo.

“La Paramount ha sempre puntato sulle vetrine cinematografiche, il che è positivo per l’esposizione,” commenta Clare Binns, veterana britannica delle sale Picturehouse e recente vincitrice di un BAFTA. “Ma temo per il tipo di film che vedremo: negli ultimi 12 mesi la Warner ha prodotto titoli brillanti, originali e audaci. Non sappiamo se questa qualità sarà mantenuta.”

Tim Richards, CEO di Vue, sostiene invece l’accordo: “È il risultato migliore per l’industria. David Ellison ha esperienza consolidata nelle uscite cinematografiche, e preferisco vedere la Warner guidata da chi conosce le sale, piuttosto che da chi non lo fa.”

In Germania, il produttore Martin Moszkowicz mette in guardia: “Meno decisori globali significano meno acquirenti. Questo comporta trattative più complesse e processi di approvazione più centralizzati. La presenza della Paramount è limitata rispetto alla Warner, ma la strategia cinematografica proposta è interessante.”

Laura Houlgatte, CEO di UNIC, l’Unione dei Cinema Europei, adotta un tono cauto: “Le nostre preoccupazioni restano. Vogliamo garantire un catalogo solido e diversificato, finestre di esclusiva significative e supporto al marketing. Qualsiasi accordo deve rispettare controlli rigorosi da parte delle autorità antitrust.”

Secondo Francois Godard di Enders Analysis, la vittoria della Paramount non è necessariamente positiva per i cinema europei: “Netflix aveva promesso finestre di 45 giorni in sala, Paramount potrebbe concentrare troppo il potere distributivo, complicando le negoziazioni con gli esercenti.”

Sul fronte regolatorio, Sarandos aveva già sottolineato i possibili ostacoli legati ai fondi sovrani arabi a sostegno della Paramount. In Europa, questi legami potrebbero rappresentare un nodo, ma le autorità potrebbero pesare la questione anche in relazione alle relazioni commerciali transatlantiche.

In Sud-Est asiatico, i distributori sono cautamente ottimisti. Phong Duong di Mockingbird Pictures afferma: “L’accordo potrebbe rafforzare la distribuzione cinematografica locale prima di spostare i titoli allo streaming, dando più spazio ai distributori per negoziare.”

Per il regista indiano Anurag Kashyap, l’acquisizione è un segnale positivo per il cinema in sala: “Anche se i miei film vanno in streaming, questa operazione dà speranza al cinema tradizionale.”

Infine, Tim Richards di Vue spera che il fallimento dell’offerta Netflix possa influenzare le strategie future dello streaming: “Visto il successo delle uscite Warner, sarebbe positivo se Netflix considerasse la distribuzione in sala dei propri titoli come segnale di buona fede.”

L’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance resta quindi un tassello chiave per il futuro del cinema globale, tra entusiasmo per le opportunità e prudenza sulle conseguenze per la diversità e la distribuzione dei film.


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