Paramount pronta a rilanciare su Warner Bros. Discovery fino a 32 dollari per azione. Netflix valuta se pareggiare o ritirarsi.
Si intensifica la corsa per il controllo di Warner Bros. Discovery, con Paramount Skydance pronta a rilanciare la propria offerta nel tentativo di superare Netflix. La società guidata da David Ellison ha tempo fino alle 23:59 (ET) di lunedì per presentare la sua “migliore e definitiva” proposta e, secondo indiscrezioni, sarebbe pronta a salire oltre i 30 dollari per azione messi in precedenza sul tavolo, con una cifra che potrebbe attestarsi intorno ai 32 dollari.
Il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery, con il consenso di Netflix, ha aperto una finestra di sette giorni per consentire a Paramount di chiarire e migliorare la propria offerta. Le trattative sono proseguite anche nel fine settimana e ora l’attenzione del mercato è concentrata sulla mossa finale di Paramount. Una volta formalizzata la nuova proposta, Netflix avrà quattro giorni per decidere se pareggiarla o rinunciare all’operazione.
Il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, intervistato da Cynthia Littleton per Variety, non ha voluto anticipare la strategia del gruppo, ma ha ribadito la tradizionale disciplina finanziaria della società, ricordando la “lunga storia” di Netflix nel ritirarsi da operazioni considerate troppo onerose. Attualmente l’accordo siglato tra Netflix e WBD prevede l’acquisizione degli studios e delle attività streaming di Warner Bros. per 27,75 dollari ad azione, mentre gli azionisti manterrebbero una partecipazione nella nuova società spin-off che includerebbe le reti lineari come CNN e TBS.
In caso di accettazione di un’offerta superiore da parte di Paramount, Warner Bros. Discovery sarebbe tenuta a pagare a Netflix una penale di 2,8 miliardi di dollari per la rottura dell’accordo, costo che Paramount ha dichiarato di essere pronta ad assorbire. Secondo l’analista Robert Fishman di MoffettNathanson, per mettere realmente sotto pressione Netflix Paramount potrebbe dover spingersi anche oltre, fino a circa 34 dollari per azione. Una soglia che renderebbe più complesso per Netflix giustificare un ulteriore rilancio alla luce del debito incrementale e dei potenziali effetti sui ricavi.
Sul fronte politico, è intervenuto anche Donald Trump, che sui social ha attaccato Netflix chiedendo il licenziamento della consigliera Susan Rice. Sarandos, intervistato da BBC Radio 4, ha replicato definendo l’operazione un accordo puramente commerciale, sottolineando che la valutazione spetta al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e alle autorità regolatorie competenti.
Proprio il Dipartimento di Giustizia ha ampliato l’analisi sull’intesa tra Netflix e Warner Bros. per verificare eventuali rischi di violazione delle norme antitrust. Netflix, per voce del chief legal officer David Hyman, ha respinto le accuse di posizione dominante, ribadendo di operare in un mercato altamente competitivo e di essere pronta a collaborare con le autorità.
Con l’assemblea straordinaria degli azionisti fissata per il 20 marzo per votare sull’accordo con Netflix, la partita resta apertissima. Molto dipenderà dall’entità del rilancio di Paramount e dalla volontà di Netflix di restare in gara. Se l’asta dovesse salire troppo, la piattaforma potrebbe scegliere di sfilarsi, coerentemente con la linea prudente rivendicata dal suo management.






