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Paramount Skydance conquista Warner Bros., Netflix si ritira

Hollywood tra brindisi e shock: Paramount Skydance conquista Warner Bros., Netflix si ritira, futuro dello studio e dei dipendenti incerto.

A Hollywood basta spostarsi di poche miglia per passare dall’euforia allo sconforto: da un lato i calici alzati e lo champagne che scorre, dall’altro il silenzio teso di chi ha appena incassato un colpo inatteso. Giovedì, dopo mesi di offerte e rilanci infatti, come riportato da Variety, Netflix si è ritirata dalla corsa per l’acquisizione della Warner Bros., consegnando a Paramount Skydance una vittoria strategica che ha sorpreso l’intera città.

Negli uffici di Warner Bros. a Burbank lo shock è stato immediato. È un pugno allo stomaco”, racconta un dirigente, descrivendo lo stupore dei dipendenti, ancora convinti che Netflix avrebbe potuto rilanciare per superare la proposta di Paramount. Ma nel primo pomeriggio l’annuncio definitivo ha chiuso la partita, lasciando domande aperte sul futuro dello studio, del personale e della storica sede di Burbank. La nuova entità dovrà integrare asset come Warner Bros. TV Group, CBS Studios e Paramount Television Studios, e tra i dipendenti serpeggia la sensazione che la somma delle due realtà non sarà generosa: uno più uno rischia di fare uno, con inevitabili tagli, soprattutto in ambito televisivo.

A poche miglia di distanza, sulla Melrose Avenue, la scena era completamente diversa. Nei corridoi di Paramount Skydance lo champagne veniva stappato, tra lacrime di sollievo e stanchezza accumulata nei mesi di trattative serrate. “È stato difficile conciliare il lavoro quotidiano con la tensione della sfida per Warner Bros.”, confida un dirigente. L’azienda aveva rallentato assunzioni in attesa dell’esito della trattativa e, dopo i massicci licenziamenti dello scorso anno, molte divisioni erano già ridotte all’osso. Ora, qualche spiraglio per assorbire parte del personale Warner sembra possibile, ma le incertezze restano molte: resteranno separate piattaforme come HBO Max e Paramount+? Verrà venduto il lotto di Burbank? E quale sarà il destino della CNN?

Anche negli uffici di Netflix l’annuncio ha generato trambusto e sorpresa. Esclamazioni, commenti concitati e un misto di sollievo e delusione hanno attraversato i corridoi. Sollievo per aver mantenuto disciplina finanziaria evitando un’asta sempre più costosa, delusione per aver perso accesso al vasto patrimonio creativo di Warner. Per qualcuno, la fusione non si farà più, e con essa svanisce il dilemma su chi avrebbe riferito a Casey Bloys, il potente capo di HBO.

Fuori dai corridoi, però, prevale il realismo, se non il cinismo. Hollywood è un’industria segnata dal calo della produzione e da migliaia di posti di lavoro persi. La nuova entità nascerebbe con un debito stimato in 87 miliardi di dollari, alimentando dubbi sulla sostenibilità dell’operazione. Sul piano normativo, nulla è ancora definitivo: il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha ricordato che l’accordo sarà sottoposto a un’attenta revisione. Preoccupazioni arrivano anche da gruppi per la libertà di stampa, che temono ripercussioni sull’indipendenza editoriale di CBS News e CNN sotto il controllo di Paramount Skydance e della famiglia Ellison.

Tra brindisi e amarezza, la fotografia di Hollywood resta quella di un’industria sospesa tra entusiasmo finanziario e inquietudine umana. Per alcuni è una vittoria storica, per altri l’ennesimo scossone in un decennio di fusioni, acquisizioni e trasformazioni continue.


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