Paramount-Warner Bros.: nuovi investimenti, più film al cinema, tutela degli studi WB e regole per le news tra gli impegni dell’intesa.
Sono stati rivelati i dettagli dell’intesa raggiunta da Paramount con 12 stati per risolvere le loro cause antitrust, aprendo la strada all’acquisizione di Warner Bros. Discovery, la più grande fusione nella storia di Hollywood.
Tra i termini Paramount ha accettato di mantenere le proprie attività in California e si è impegnata a non vendere gli studi Paramount o Warner Bros. nello stato per almeno cinque anni. La decisione, come riportato da Variety, arriva dopo che il CEO di Paramount Skydance, David Ellison, aveva minacciato di abbandonare la California se non fosse riuscito a concludere l’operazione con Warner Bros. entro il 1° ottobre.
Paramount investirà inoltre almeno 300 milioni di dollari in più all’anno nella produzione cinematografica negli Stati Uniti, per un totale di 1,5 miliardi di dollari in cinque anni, e dovrà distribuire almeno 30 film all’anno nelle sale cinematografiche, come Ellison ha ripetutamente promesso.
Nei primi due anni, almeno 20 dei 30 film dovranno essere “film ad ampia distribuzione”, mentre dal terzo al quinto anno il numero salirà a 21 su 32. Almeno quattro dovranno essere “film indipendenti e il 50% dovrà essere prodotto o coprodotto con un’altra società. Sono inoltre previsti impegni relativi ai prezzi per le sale cinematografiche e la creazione di un fondo per l’acquisto di film indipendenti, che riceverà un contributo annuale di 5 milioni di dollari, per un totale di 25 milioni in cinque anni. In caso di mancato rispetto di questi obblighi, dopo un periodo di grazia di sei mesi sarà richiesta la cessione dell’intera partecipazione in Miramax Studios.
Per ogni film che non dovesse raggiungere le soglie concordate, inoltre, dovranno essere versati 30 milioni di dollari ai fondi fiduciari per l’assistenza sanitaria e la pensione della WGA, IATSE, DGA, International Brotherhood of Teamsters e degli altri sindacati che lavorano nelle produzioni cinematografiche, oltre che al Motion Pictures & Television Fund (MPTF) e al National Association of Attorneys General Fund.
Anche la distribuzione cinematografica è regolata dall’intesa: i film destinati a un pubblico più ampio dovranno avere un periodo di permanenza nelle sale di 45 giorni, come già promesso da Ellison, e non potranno essere distribuiti su piattaforme di streaming a pagamento, inclusa Paramount+, prima che siano trascorsi 90 giorni dall’uscita cinematografica.
L’accordo riguarda anche la televisione via cavo. Per cinque anni, la società risultante dalla fusione dovrà condurre negoziati separati per la distribuzione dei canali via cavo di base di proprietà di Paramount e Warner Bros., con restrizioni sulle modifiche ai negoziati e agli accordi relativi alle commissioni di affiliazione con i distributori e sull’utilizzo di informazioni riservate di una delle due società nelle trattative riguardanti l’altra. In caso di mancato rispetto di questi impegni, dovranno essere ceduti BET, BET Gospel, BET Her, BET Hip-Hop, BET Jams e BET Soul, VH1, Comedy Central, Smithsonian, Destination America e Science.
Sul piano produttivo, dovranno essere mantenuti gli studi Paramount al 5555 Melrose Ave. di Los Angeles e quelli Warner Bros. al 4000 Warner Blvd. di Burbank, California, almeno fino alla fine del 2031. Sul fronte dell’occupazione, dovranno essere rispettati i contratti collettivi di lavoro e saranno destinati 47,5 milioni di dollari, nell’arco di cinque anni, a un “fondo per la forza lavoro” destinato alla formazione e allo sviluppo professionale dei dipendenti licenziati a seguito della fusione.
La nuova Paramount-WB dovrà istituire un “Comitato per l’indipendenza editoriale delle notizie” incaricato di stabilire “principi guida editoriali e giornalistici per i canali di informazione dell’entità combinata” e di supervisionare le attività giornalistiche di CNN e CBS News, con l’obiettivo di preservarne l’indipendenza editoriale sotto la proprietà di Paramount.
Sono previsti un “supervisore della conformità” interno e un “amministratore fiduciario di monitoraggio” indipendente, incaricati di verificare il rispetto dei termini, mentre un “Comitato statale” composto da rappresentanti di cinque stati supervisionerà l’applicazione dell’intesa.
Tra gli altri impegni figura quello relativo a Pluto TV: per tutta la durata del periodo quinquennale, Paramount dovrà continuare a offrire gratuitamente il servizio di streaming supportato dalla pubblicità, mantenendo “livelli di servizio e qualità pari o superiori” a quelli attualmente offerti. Gli impegni si concluderanno alla fine del quinto anno solare successivo alla chiusura dell’operazione.
Se la fusione tra Paramount e WBD dovesse concludersi prima della fine di quest’anno, come previsto, le disposizioni resteranno quindi in vigore fino al 31 dicembre 2031. La nuova società rischia sanzioni qualora non rispetti i requisiti previsti, compresa la potenziale cessione di asset.
David Ellison ha ringraziato il Procuratore Generale Bonta, gli altri procuratori generali, la WGA e il Governatore Newsom per il loro impegno nel raggiungere un’intesa. Ha sottolineato che l’obiettivo comune era trovare una soluzione nell’interesse di consumatori, lavoratori e comunità creativa, esprimendo fiducia nel fatto che gli impegni previsti, tra cui la distribuzione di oltre 30 film all’anno e l’aumento della produzione cinematografica negli Stati Uniti, possano contribuire a rilanciare l’industria nazionale.
Sempre lunedì, la Writers Guild of America ha annunciato un accordo con Paramount per risolvere la causa antitrust intentata dalla WGA in merito alla fusione con Warner Bros. In base all’intesa, la WGA ha ottenuto da Paramount la concessione di “vietare i licenziamenti degli sceneggiatori di CBS News Broadcast per 5 anni”. Infine, Paramount rimborserà ai 12 stati le “ragionevoli spese legali e le ragionevoli spese per perizie economiche” sostenute, per un importo complessivo non superiore a 40 milioni di dollari.





