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Paul Thomas Anderson vince il primo Oscar come Miglior Regista per One Battle After Another

Paul Thomas Anderson vince il suo primo Oscar come miglior regista per One Battle After Another, film trionfatore della serata.

Paul Thomas Anderson ha conquistato il primo Oscar della sua carriera come miglior regista grazie a One Battle After Another, coronando una lunga traiettoria artistica costellata di nomination ma finora priva della statuetta nella categoria. Nel suo discorso di accettazione il cineasta ha ringraziato l’Academy con parole ironiche e riconoscenti: “Mi avete fatto lavorare sodo per uno di questi premi. Lo apprezzo davvero”. Anderson, come riportato da Variety, ha poi voluto condividere il riconoscimento con una persona a lui molto cara, il produttore e aiuto regista Adam Somner, ricordandolo con affetto: “Condivido questo premio con un mio amico dall’altra parte dell’ombra. Si chiama Adam, si sta gustando un gin tonic ed è felicissimo per me e per tutta la troupe”.

Il regista ha anche rivolto un pensiero ai colleghi candidati nella stessa categoria — Chloé Zhao, Ryan Coogler, Joachim Trier e Josh Safdie — sottolineando quanto sia stato un onore condividere la competizione con loro. “Ci sarà sempre un po’ di dubbio nel cuore sul fatto di meritarlo”, ha aggiunto, “ma non c’è dubbio sulla gioia di riceverlo”. Nel suo intervento ha inoltre celebrato lo spirito collettivo del cinema: “Sono qui grazie alla fiducia delle persone che lavorano con me. Questa è la parte migliore dell’essere in una troupe cinematografica: stare insieme. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro. È un dono meraviglioso e sono felicissimo di poter chiamare il cinema casa mia”.

One Battle After Another è stato uno dei film più presenti alla cerimonia, con tredici candidature complessive, vincendo anche l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale e quello per il miglior film.

Il trionfo segna una svolta per l’autore, che in passato aveva già raccolto undici candidature all’Oscar per opere diventate ormai classiche come Boogie Nights, Il petroliere e Il filo nascosto, senza però riuscire a portare a casa la statuetta. La consacrazione era stata anticipata durante la stagione dei premi dal BAFTA come miglior regista, che Anderson aveva dedicato proprio ad Adam Somner, collaboratore storico con cui aveva lavorato per quasi vent’anni. Ricordando quel periodo, il regista aveva raccontato come Somner avesse scoperto di essere malato poche settimane dopo l’inizio delle riprese ma fosse comunque riuscito a portare a termine la produzione. “Quando lavori con qualcuno gravemente malato”, aveva detto Anderson, “succede qualcosa di miracoloso: ti ricorda il privilegio del lavoro che facciamo”.


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