“Poker Face”: Russell Crowe presenta il suo secondo film da regista alla Festa del Cinema di Roma – Press Conference

“Poker Face”: Russell Crowe presenta il suo secondo film da regista alla Festa del Cinema di Roma – Press Conference

A otto anni dall’esordio alla regia con “The Water Diviner”, premiato con l’Oscar australiano come Miglior Film nel 2015, Russell Crowe torna dietro la macchina da presa per dirigere e interpretare “Poker Face”, thriller che lui stesso ha presentato in anteprima prima mondiale ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, giunta alla sua 17esima edizione.

“Quando il film mi è arrivato produzione era già finanziata e avviata. Mancavano 5 settimane all’inizio delle riprese, e la persona che avrebbe dovuto occuparsi della regia purtroppo a causa di problemi di carattere familiare aveva dovuto abbandonare il progetto” – svela Crowe“Avevo appena perso mio padre, e ho cominciato a riflettere su cosa fare. Il produttore Gary Hamilton mi aveva messo al corrente delle difficoltà, che la sceneggiatura era in una situazione completamente incasinata, i soldi c’erano e il regista non c’era. Non sapeva cosa e che cosa si potesse fare e mi ha chiesto se ero intenzionato a partecipare al progetto. Eravamo già nel pieno della pandemia e Sidney stava per entrare in uno dei suoi lockdown più rigidi, e la principale riflessione che ho fatto è stata quella di applicare il principio che mio padre avrebbe applicato. Avevo davanti a me questa situazione: 280 componenti della troupe che avrebbero dovuto cominciare il lavoro e rischiavano di rimanere senza, di conseguenza rischiavano di non riuscire a dare da mangiare alle proprie famiglie. Questa può sembrare una cosa irrilevante, però mi ha spinto e portato ad andare avanti, anche se io sono abituato a preparare il lavoro” – spiega Crowe – “La considerazione di quello che avrebbe fatto mio padre e il fatto che io ho cominciato a lavorare quando avevo 6 anni in televisione, negli spot, poi in teatro e nel cinema, tra l’altro la stragrande maggioranza dei miei amici sono persone che vengono da questo mondo, colleghi attori, registi o che lavorano all’interno della troupe, mi ha portato a riflettere se asciare a casa 280 famiglie e così accettato. Vista la situazione sembrava una sfida ridicola, senza sceneggiatura, senza cast, 5 settimane prima delle riprese e la prospettiva del lockdown, ma io ho accettato. Mi sono messo a lavorare e tutti questi elementi, la mia esperienza, tutto quello che ho fatto nella mia vita e carriera, mi ha aiutato perché sono entrati a far parte del film, contribuendo a forgiarlo, anche perché il film è qualcosa di vivo in continuo movimento, e non di statico.”

“Ho riscritto la prima stesura della sceneggiatura in 9 giorni, e in 4 la seconda stesura, e la notte, dal momento che dovevo chiamare all’estero, mi attaccavo al telefono per contattare e cercare di coinvolgere i colleghi” – dichiara Crowe “Tutti i pezzi del mosaico così si sono composti e siamo andati avanti. E’ stata una situazione estremamente difficile che ha contribuito a rendere il film ciò che è, e trasformarlo da un film d’azione a un film che parla di eredità, di qualcosa che ti rimane, che ti porti dietro, di un uomo che ha tutto tranne il tempo. Un contesto che ha formato il film, perché non partivo da zero, non avevo a disposizione 18 messi per lavorare alla sceneggiatura. Abbiamo fatto un’impresa impossibile.”

“Fare i film è parte di me, è nel mio DNA e questo film è una sfida che io ho raccolto e portata avanti con grande impegno. Bisogna tener conto inoltre l’impossibilità di girare in condizioni normali perché c’era il lockdown e procurarsi ciò che poteva servire era davvero difficile e abbiamo fatto tutto di notte in maniera furtiva, di notte. Condizione che escludeva anche la parte sociale ovviamente, e nella sala potevano essere presenti soltanto coloro che dovevano girare quella scena. Come se non bastasse inoltre, 4 settimane dopo l’inizio della lavorazione del film, la persona che preparava il caffè si è presa il Covid quindi è stato bloccato tutto e, dati i miei impegni, abbiamo ripreso dopo 7 mesi, e poi è stata la volta delle inondazioni che hanno spazzato via i set. Alla fine però abbiamo completato il film.”

“Di pressione, dopo il contesto che vi ho raccontato, ovviamente ce ne era da vendere, ma si tratta di un lavoro e ho fatto del mio meglio con le risorse che avevo a disposizione. Alla fine si è trasformato in qualcosa di intimo e personale, anche se non era quello il seme da cui era partito tutto. Per quello che riguarda l’influenza dei registi italiani invece, direi una stupidaggine se vi dicessi qualche nome, buttandolo li tanto per dirvelo, vi posso comunque garantire che i registi e gli attori italiani mi hanno profondamente influenzato nella mia carriera. Crescendo come attore e come cinefilo, ho imparato tantissimo da loro, anche dai compositori e da tutti coloro che hanno dato un contributo. Il film è la forma d’arte commerciale più fluida che rappresenta il massimo della sfida. Non mi interessa che sia perfetto, comunque io completo e faccio il mio lavoro.”

Scritto dallo stesso Crowe assieme a Stephen M. Coates, “Poker Face”, è ambientato nel mondo del poker high stakes. Al centro della scena il miliardario nel settore della tecnologia e giocatore d’azzardo Jake Foley che offre ai suoi migliori amici una serata indimenticabile, con la possibilità di vincere più soldi di quanti ne abbiano mai sognati. Ma per giocare, dovranno rinunciare all’unica cosa che hanno passato la vita a cercare di mantenere… i loro segreti. Durante la partita, gli amici scopriranno la vera posta in gioco.

“Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, penso sia la cosa peggiore al mondo, così come il fatto che sia consentito alle persone di poterlo fare online 24 ore su 24 al giorno. Credo che sia la cosa più perversa che si possa fare e so anche che ci sono tantissime società che operano in questo settore che sponsorizzano e sostengono delle squadre e eventi sportivi” – afferma Crowe“Io sono proprietario di una squadra di football in Australia, e se da una parte so che si tratta di fondi per le squadre, dall’altra lo trovo aberrante. Io personalmente sarei un pessimo giocatore d’azzardo perché mi spenderei fino all’ultimo centesimo. Ma so come sono fatto e che tendo a correre dei rischi, quindi so come controllarmi.”

Infine conclude con una breve dichiarazione riguardante la sua fede calcistica

“Apprezzo molto la generosità dei tifosi della Roma, apprezzo molto la loro amicizia, apprezzo molto l’amore che loro mi mostrano quando ci incontriamo e chiacchieriamo per strada, ma il Colosseo è nel Lazio, in Lazio, è qui finisce la conversazione.”

“Poker Face” sarà distribuito in Italia da Vertice 360 e uscirà nei cinema italiani a fine novembre. Nel cast ad affiancare Crowe: Liam Hemsworth, RZA, Elsa Pataky, Aden Young, Steve Bastoni, Daniel MacPherson, Brooke Satchwell, Molly Grace, Paul Tasson e Jack Thompson.

Gary Hamilton di Arclight Films produce con Keith Rodger, Ying Ye e Ryan Hamilton insieme a Addam Bramich, Jeanette Volturno dei Catchlight Studios e Jason Clark e Matt Williams. I produttori esecutivi sono Brian Beckmann, Walter Josten, Joe Thomas, Mikael Borglund, Romilda De Luca di Archlight Films con l’appoggio di Alceon Entertainment, insieme a Julia Stuart e Laura Grange di Sky.

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Emanuela Giuliani


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