Reminders of Him prova a raccontare colpa e redenzione, ma resta un dramma romantico prevedibile e poco incisivo.
“C’era un prima di te e c’era un durante te. Per qualche ragione, non ho mai pensato che potesse esserci un dopo di te.” Con questa frase, Reminders of Him, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Colleen Hoover, tenta di racchiudere la propria intensità emotiva, senza però riuscirvi pienamente.
Nelle sale italiane dal 12 marzo, distribuito da Universal Pictures, la storia prende avvio con la protagonista Kenna (Maika Monroe) che, dopo aver scontato sette anni di carcere per un tragico incidente costato la vita al suo ragazzo, torna nella sua città natale nel Wyoming con l’obiettivo di ricostruire la propria vita e conoscere finalmente la figlia Diem, che non ha mai potuto crescere. I nonni affidatari della bambina fanno di tutto per tenerla lontana.
In un clima segnato da diffidenza, sensi di colpa e porte chiuse, l’unico a offrirle sostegno è Ledger, ex giocatore di football, proprietario di un bar e migliore amico del suo ragazzo scomparso. Tra i due nasce un legame sempre più profondo e segreto, che li costringerà a confrontarsi con il passato e a interrogarsi su cosa significhi davvero proteggere chi si ama.
Un incipit senza dubbio interessante e potente, che avrebbe potuto sostenere un racconto complesso e stratificato, ma che viene affrontato con un approccio narrativo superficiale e prevedibile, incapace di sfruttare il potenziale emotivo della vicenda.
Maternità, colpa e seconde possibilità
Reminders of Him fin dalle prime battute cerca di costruire un dramma romantico capace di confrontarsi con temi complessi come il senso di colpa, il perdono, la maternità e la possibilità di una seconda occasione. Tuttavia, sebbene sulla carta questa premessa sia ricca di potenzialità, la narrazione mostra rapidamente i propri limiti: non riesce a sviluppare la profondità emotiva necessaria né a dare spessore ai conflitti dei personaggi. Muovendosi lungo traiettorie già viste e affidandosi più alle convenzioni del genere che a una vera messa a fuoco dei conflitti interiori, il film diretto da Vanessa Caswill non riesce a far emergere le emozioni che vorrebbe suscitare.
Il ritorno di Kenna nella sua città natale — un tempo simbolo di casa e sicurezza, ora luogo in cui il passato condiziona ogni relazione — avrebbe dovuto segnare un percorso di rinascita personale, guidato dall’intreccio tra maternità, senso di colpa e desiderio di redenzione. Invece, questo snodo emotivo cruciale viene solo accennato, sospeso in una dimensione di cliché scontati, dove gli intenti della storia restano incompiuti e poco incisivi. Il film trascura inoltre il peso psicologico della perdita: il dolore per la morte del fidanzato e l’assenza nella vita della figlia vengono trattati in superficie, riducendo la tragedia personale della protagonista a un mero pretesto narrativo e privando la vicenda di spessore e autenticità.
A questo si aggiunge la figura di Ledger, interpretato da Tyriq Withers, uno dei pochi personaggi disposti a guardare oltre il passato della protagonista. La relazione tra i due nasce come una forma di comprensione reciproca e avrebbe potuto evolversi in qualcosa di più significativo, ma anche in questo caso il film sceglie schemi già visti, privando il rapporto di una reale densità e di autenticità.
Infine il perdono, verso gli altri ma soprattutto verso se stessi, viene solo accennato: le contraddizioni e le ambiguità dei personaggi non vengono mai affrontate in profondità, lasciando gran parte del potenziale della storia non espresso e scolorito.
Un dramma emotivo che rimane in superficie
Reminders of Him si inserisce nel filone dei drammi romantici contemporanei che cercano di raccontare l’amore nei suoi aspetti più fragili e imperfetti. Se l’obiettivo è riflettere sulle conseguenze delle scelte, sul senso di colpa e sul peso del lutto, il film rimane confinato in uno spazio emotivo riduttivo e non coinvolgente. Pur tentando di costruire un racconto basato sulla forza dei sentimenti e sull’evoluzione interiore dei protagonisti, la struttura narrativa procede lungo schemi convenzionali, limitando lo sviluppo dei personaggi e la complessità dei loro conflitti.
In conclusione, Reminders of Him lascia la sensazione di un adattamento che cerca di trasformare una storia molto amata in un dramma cinematografico intenso, ma non riesce a conferire ai suoi temi la profondità e la forza necessarie per renderli memorabili. Per chi ha apprezzato il romanzo di Colleen Hoover, il film potrà rappresentare un ritorno all’universo narrativo originale; per gli altri spettatori, resterà un racconto che attraversa emozioni complesse senza lasciare un’impressione duratura.
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Emanuela Giuliani
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