Christophe Gans: minacce di morte dai fan e un horror epico da 23 milioni di dollari per Return to Silent Hill.
Christophe Gans non ha mai dimenticato l’impatto che Silent Hill ha avuto sul pubblico. Il regista francese, che nel 2006 ha diretto il primo adattamento cinematografico del celebre videogioco Konami, racconta oggi un curioso ribaltamento di prospettiva: un film inizialmente stroncato dalla critica è diventato, col tempo, un vero e proprio cult.
“Sono stato molto felice nel vedere come la reputazione del film sia cresciuta”, ha dichiarato Gans a Variety. “Durante una conferenza stampa internazionale, molti giornalisti hanno iniziato l’intervista dicendo: “L’ho visto quando avevo 13 o 14 anni e mi è piaciuto tantissimo”. È stato fantastico. All’improvviso mi sono trovato davanti alla generazione 2.0 degli amanti di Silent Hill. La prova del tempo è quella definitiva: quando le persone parlano del tuo lavoro con entusiasmo dopo anni, significa che qualcosa ha funzionato”.
A quasi vent’anni di distanza dal primo film, Gans torna ora nel mondo nebbioso e inquietante di Silent Hill con Return to Silent Hill, in uscita venerdì tramite Cineverse e Iconic Events Releasing.
Il nuovo capitolo è ispirato a Silent Hill 2 (2001), considerato uno dei vertici assoluti della saga videoludica, segue James (Jeremy Irvine), un uomo costretto a tornare nella città maledetta di Silent Hill per ritrovare l’amore della sua vita, Mary (Hannah Emily Anderson), dopo un evento apocalittico che ha decimato la popolazione e liberato mostri letali. Una storia complessa e carica di simbolismo, che ha rappresentato una sfida non da poco per il regista.
“Adattare con rispetto un gioco considerato un classico è stato estremamente difficile”, spiega Gans. “I fan dei videogiochi sono molto appassionati. Ricordo che, ai tempi del primo film, ricevetti persino minacce di morte. La gente diceva: “Se sbagli questa volta, ti troveremo”. Questo ti mette addosso una responsabilità enorme. Allo stesso tempo, però, volevo realizzare un film che potesse funzionare anche per chi non conosce il gioco”.
A rendere il tutto ancora più complesso è stato il budget relativamente contenuto. Return to Silent Hill è costato circa 23 milioni di dollari, una cifra modesta per un horror fantasy di tale portata.
“Abbiamo girato per 50 giorni, con 67 set diversi. È un film molto ambizioso”, racconta il regista. “Ho passato un anno intero a progettare tutto: storyboard, concept art, ogni minimo dettaglio. Quando siamo arrivati in pre-produzione ero prontissimo. A volte è stato difficile far capire a chi non è un giocatore perché certi elementi fossero così fondamentali. Ho dovuto lottare per rendere felici i fan, ma per me l’ossessione per i dettagli è il motore del mio lavoro”.
Nonostante le difficoltà – e le pressioni di una fanbase notoriamente esigente – Gans non nasconde il desiderio di continuare.
“Se ne avrò l’opportunità, tornerò ancora a Silent Hill”, afferma. “Non lo considero solo un grande videogioco, ma una vera opera d’arte moderna. È audace, sperimentale e incredibilmente ricca. Ci sono altri capitoli che meritano un adattamento e che sono molto diversi sia dal primo film che da Return to Silent Hill. Amo questo mondo e sento che molte persone apprezzano il lavoro che sto facendo”.
Return to Silent Hill è approdato nelle sale italiane il 22 gennaio distribuito da Midnight Factory, etichetta di Plaion Pictures.






