Sam Reid racconta la sua lotta per cantare dal vivo in The Vampire Lestat, rendendo la musica più autentica e meno perfetta.
Sam Reid, protagonista di The Vampire Lestat, ha raccontato di aver dovuto insistere parecchio per poter cantare davvero dal vivo durante le riprese, perché per lui era fondamentale che la serie non scivolasse mai nell’effetto “musical” patinato. L’idea alla base dello show, infatti, è quella di seguire Lestat de Lioncourt mentre nel 2025 si reinventa come rockstar in tour, dopo il successo del libro di Daniel (interpretato da Eric Bogosian) e la scelta di trasformare la propria storia in un documentario-autonarrazione. In questo contesto la musica diventa una presenza costante e centrale, costruita anche grazie alle composizioni di Daniel Hart, ma sempre intrecciata alla dimensione narrativa del personaggio.
Prima ancora che iniziasse la pre-produzione, Reid si era già ritrovato in studio a Los Angeles a registrare alcune demo, necessarie per costruire le scene. Ma non si è fermato lì: ha voluto anche cantare davvero sul set, convinto che la performance dovesse restare viva, imperfetta, attraversata dall’emozione del momento. “Non voglio che sembri tutto perfetto”, ha spiegato, sottolineando il desiderio di evitare sia la freddezza di un playback impeccabile sia la teatralità artificiale di un videoclip. Per lui cantare dal vivo significava poter recitare la scena mentre accadeva, senza ridursi a mimare una traccia già registrata.
Questo stesso approccio, come riportato da Entertainment Weekly, lo ha portato a confrontarsi anche con gli strumenti: pur ammettendo di non padroneggiarli tutti, si è impegnato a imparare con precisione le parti che avrebbe dovuto suonare in scena, studiandole a partire dalle registrazioni per renderle credibili davanti alla macchina da presa. L’obiettivo, ancora una volta, era restituire un Lestat autentico, fisico, umano nella sua energia musicale e nelle sue imperfezioni.
La serie andrà in onda su AMC e in streaming su AMC+ a partire dal 7 giugno, promettendo un viaggio in cui la musica non è solo accompagnamento, ma parte stessa del racconto e delle ferite emotive del suo protagonista.






