Sean Baker, connessione istantanea con Michelle Yeoh: da Sandiwara alla lettera d’amore alle commedie sexy italiane.
Dalla Malesia all’Italia, passando per un incontro che si è trasformato subito in sintonia creativa. Sean Baker ripercorre l’esperienza di Sandiwara, il cortometraggio girato a Penang con Michelle Yeoh, e guarda già avanti, verso quello che definisce “la mia lettera d’amore alle commedie sexy italiane degli anni ’60 e ’70”.
Il progetto malese è nato sotto il segno del cambiamento. Arrivato a Penang, Baker, come riportato da Variety, ha capito quasi immediatamente che la sceneggiatura iniziale — un crime leggero con Yeoh in fuga da gangster — non funzionava. Il contatto diretto con la città, con la sua energia visiva e la sua celebre tradizione gastronomica, lo ha spinto a riscrivere tutto. Sandiwara è così diventato un racconto ambientato in una food court locale, dove Yeoh interpreta cinque personaggi diversi le cui storie si sfiorano e si intrecciano, restituendo un ritratto vivace e stratificato della città.
Il cortometraggio nasce all’interno del programma Residency del marchio Self-Portrait, fondato da Han Chong, cresciuto proprio a Penang. L’intenzione non era realizzare una semplice operazione di moda, ma celebrare le radici culturali del luogo. In questo senso, la presenza di Yeoh — icona internazionale e simbolo di orgoglio asiatico — ha dato al progetto una risonanza ancora più ampia.
Tra il regista e l’attrice l’intesa è stata immediata. Baker ha parlato di una “connessione istantanea”, sottolineando la naturalezza e la dedizione di Yeoh sul set. Nessun atteggiamento da diva, ma disponibilità totale e concentrazione, anche durante riprese lunghe e realizzate in mezzo a persone comuni, spesso ignare di trovarsi accanto a una star di primo piano. Proprio questa dimensione quasi documentaristica ha dato al film un’energia particolare.
Girato con un iPhone, come già accaduto per Tangerine, e con lo stesso spirito libero che ha attraversato anche Anora, Sandiwara rappresenta per Baker un ritorno a un cinema essenziale, mobile, istintivo. Un metodo che gli consente di preservare quella libertà creativa che considera fondamentale.
Dopo la Palma d’Oro e la lunga stagione dei premi culminata agli Oscar, il regista non ha rallentato, ma oggi sente di poter lavorare con maggiore leggerezza. Nonostante le offerte degli studios, ribadisce la volontà di restare indipendente e di mantenere il pieno controllo sui propri progetti, magari tornando a collaborare con Neon.
All’orizzonte c’è ora un nuovo film ambientato in Italia, che potrebbe coinvolgere anche Vera Gemma. Un omaggio dichiarato a un filone popolare e provocatorio del nostro cinema, che Baker intende reinterpretare con il suo sguardo personale, tra ironia, sensualità e spirito indipendente.






