Sebastian Stan a Cannes 79 foto Martina Dal Piano per Think Movies

Sebastian Stan, il messaggio di Fjord: “Avere semplicemente ragione non basta”

Sebastian Stan invita a mettere in discussione le proprie certezze: “Avere semplicemente ragione non basta”.

“Avere semplicemente ragione non basta”. È il pensiero con cui Sebastian Stan ha accompagnato la presentazione di Fjord all’Alice Tully Hall del New York Film Festival, invitando il pubblico a mettere in discussione i propri “sistemi di credenze” e il modo in cui valori, convinzioni e pregiudizi possono influenzare il giudizio sugli altri.

Nel film, l’attore interpreta un padre rumeno conservatore che si trasferisce con la famiglia nella città natale, remota e progressista, della moglie, interpretata da Renate Reinsve, in Norvegia. La situazione precipita quando i servizi sociali ricevono una segnalazione per alcuni lievi lividi sui due figli più grandi: la coppia viene sospettata di maltrattamenti e le autorità locali allontanano tutti e cinque i bambini da casa, gettando la famiglia nel caos e attirando un’intensa attenzione mediatica.

Il dramma familiare a sfondo legale diretto da Cristian Mungiu, premiato con la Palma d’Oro al 79esimo Festival di Cannes, è arrivato così al pubblico di New York, dove nel corso dell’incontro, avvenuto dopo la proiezione, Stan ha parlato del giudizio e della necessità di compassione al centro della storia, sottolineando l’importanza di riconoscere i propri limiti indipendentemente dal sistema di valori a cui si appartiene.

“Questo è il mio punto di vista, sui film e sui tempi che stiamo vivendo”, ha detto Stan al pubblico. “Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere i nostri difetti, a prescindere dal nostro sistema di valori, e come questo possa influenzare il nostro giudizio reciproco, e anche come si ripercuota sull’educazione della prossima generazione, i nostri figli, ai quali siamo in definitiva al servizio. Dobbiamo ricordare che c’è di più che avere semplicemente ragione, e che il dubbio ha ancora uno scopo e che le sfumature sono intrinseche alla nostra natura”.

Alla sessione di domande e risposte ha partecipato anche il regista Mungiu, che aveva incontrato per la prima volta Stan nella stessa sala dieci anni prima, quando l’attore e sua madre avevano assistito alla première al New York Film Festival di Graduation, il film del 2016 diretto dal regista e anch’esso incentrato sulla figura di un padre rumeno. Stan, nato in Romania ed emigrato negli Stati Uniti a 12 anni, ha ricordato di aver detto quella sera a sua madre di voler tornare nel suo Paese e lavorare con Mungiu a un film nella sua lingua madre.

“Mi sono rivolto a lei e le ho detto: “Devo tornare. Devo girare un film in rumeno e voglio lavorare con lui”. Quindi, credo che alla fine ci siamo riusciti”, ha raccontato Stan. La star della Marvel ha poi scherzato: “Pensavo a mia madre lassù che diceva: “Finalmente hai interpretato tuo nonno!””

Per Mungiu, come riportato da Variety, la storia di Fjord nasce dall’osservazione di diversi casi reali avvenuti nei Paesi scandinavi, luoghi che, secondo il regista, vengono talvolta ingiustamente celebrati come i più felici al mondo in cui vivere. Il regista spera che il film incoraggi una maggiore «tolleranza verso le persone appartenenti a minoranze, anche quando non si condividono le loro opinioni».

“Questo film non è stato realizzato dopo aver indagato su un solo caso. Ho esaminato diversi casi e ho notato questo schema ricorrente: famiglie provenienti da società più conservatrici si trasferivano in Scandinavia”, ha spiegato Mungiu. “Nella maggior parte di questi casi, non si sa con certezza che tipo di violenza sia stata subita, o se ci sia stata violenza. La maggior parte delle decisioni che le persone devono prendere riguardo ai bambini si basano su supposizioni, e quando si basano le proprie decisioni su supposizioni, i propri stereotipi sui valori altrui possono portare a uno squilibrio in una direzione o nell’altra”.

È proprio attorno a questo conflitto tra convinzioni, supposizioni e giudizio che si sviluppa Fjord: il bisogno di riconoscere i propri difetti, lasciare spazio al dubbio e ricordare che avere semplicemente ragione non è sempre sufficiente. Fjord arriverà nelle sale italiane il 29 novembre, distribuito da BiM Distribuzione.


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