Sentimental Value: la sceneggiatura del film di Joachin Trier su artisti, famiglia e traumi

La sceneggiatura di Sentimental Value, il film di Joaquin Trier vincitore di Cannes su artistu, famiglia e traumi.

Sentimental Value, presentato in anteprima al Festival di Cannes, è un dramma complesso e stratificato prodotto da Neon, scritto da Eskil Vogt insieme al co-sceneggiatore e regista Joachim Trier, e il cui cast riunisce Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter Lilleaas ed Elle Fanning.

Il film ha conquistato l’ambito Grand Prix a Cannes, è stato scelto dalla Norvegia come candidato ufficiale agli Oscar ed è rapidamente emerso come uno dei titoli più forti della stagione dei premi nelle principali categorie above-the-line. Ha ottenuto otto nomination ai Golden Globe, tra cui Miglior Film Drammatico e quattro candidature attoriali (Reinsve, Skarsgård, Lilleaas e Fanning), oltre a sette nomination ai Critics Choice Awards, inclusa quella per il Miglior Film. In entrambe le occasioni è stata candidata anche la sceneggiatura originale, sebbene non eleggibile per i WGA Awards.

Il percorso di riconoscimenti internazionali è proseguito con otto nomination agli European Film Awards, mentre il film è entrato nella shortlist degli Oscar per Cinematografia, Casting e Lungometraggio Internazionale.

La storia si apre nella casa ancestrale della famiglia Borg, presentata come un personaggio a tutti gli effetti: un organismo vivo, intriso di memoria, che custodisce la storia familiare e, in particolare, quella delle sorelle adulte Nora (Reinsve) e Agnes (Lilleaas), entrambe segnate dall’abbandono del padre. Fin dall’inizio, la casa — con la sua metaforica “crepa” — si impone come il principale campo di battaglia emotivo del film.

Il dramma prende forma dopo la veglia funebre della madre, quando il padre separato, Gustav (Skarsgård), un regista un tempo acclamato ma ormai anziano, fa ritorno improvvisamente. Il suo riavvicinamento non passa attraverso scuse o spiegazioni, bensì attraverso una proposta di natura transazionale: offrire a Nora il ruolo principale del suo nuovo film, che intende girare proprio nella casa di famiglia.

Nora, attrice di talento ma emotivamente instabile, paralizzata da una profonda paura del palcoscenico e da un risentimento mai risolto per l’abbandono paterno, rifiuta con decisione l’offerta e se ne va dopo un confronto acceso.

La tensione aumenta quando Gustav, abituato a filtrare ogni relazione attraverso l’arte, incontra in Francia la giovane stella americana Rachel Kemp (Fanning) e le assegna il ruolo inizialmente pensato per Nora. Lo shock di quest’ultima, nel trovare Rachel nella casa di famiglia, conferma il suo timore più profondo: per il padre, la famiglia è soprattutto materia narrativa, una risorsa creativa più che un luogo di affetti.

Con grande finezza, la sceneggiatura sfrutta il dispositivo del “film nel film”: l’opera di Gustav, ispirata alla vita traumatica e al suicidio della madre, diventa uno strumento di comunicazione indiretta e silenziosa tra padre e figlia.

Mentre Rachel si prepara al ruolo, giunge alla consapevolezza che la parte, apparentemente incentrata sulla nonna, riguarda in realtà Nora stessa. Il copione si rivela così il tentativo disperato di Gustav di dare forma a un dolore e a un trauma ereditato che non riesce a esprimere a parole.

Il cuore emotivo del film emerge in una scena cruciale, quando Nora legge ad alta voce ad Agnes la sceneggiatura rifiutata. La semplice frase “Voglio una casa” innesca una svolta profonda e toccante. Il legame tra le sorelle, forgiato dall’esperienza condivisa di una “famiglia spezzata”, si afferma come autentica fonte di guarigione, capace di trascendere l’arte manipolatoria del padre.

Scritta a quattro mani da Trier e Vogt, la sceneggiatura, che grazie a Deadline potete leggere qui: SENTIMENTAL VALUE, è stata lodata per la sua onestà nel raccontare come artisti in conflitto utilizzino il proprio lavoro per elaborare traumi personali, anche a costo di ferire le persone più vicine. Sentimental Value si impone così come un intenso saggio cinematografico sull’amore, sull’arte e sulle dolorose eredità emotive che le famiglie lasciano dietro di sé.

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