Donnie Darko film

Seth Rogen dubitava di Jake Gyllenhaal in Donnie Darko: “Non sapevo come sarebbe stato accolto”

Seth Rogen racconta i dubbi sulla performance di Jake Gyllenhaal in Donnie Darko, il film cult che continua a conquistare nuove generazioni.

Prima che Donnie Darko diventasse un film cult, c’era chi non sapeva bene cosa aspettarsi dall’interpretazione del suo protagonista. Tra questi Seth Rogen, che durante le riprese si chiedeva se il Jake Gyllenhaal visto sul set sarebbe riuscito a convincere il pubblico. A colpirlo, come riportato da EW, era soprattutto il modo in cui l’attore aveva scelto di affrontare il personaggio, lontano da un’interpretazione più convenzionale e decisamente più cupa di quanto si aspettasse.

Rogen ha ripercorso quei momenti parlando con il New York Times in occasione di una ricostruzione della storia del film diretto da Richard Kelly. All’epoca era al suo debutto cinematografico e interpretava Ricky Danforth, uno dei bulli della storia. Osservando Gyllenhaal nei panni di Donnie, non riusciva a capire come sarebbe stata accolta quella scelta interpretativa.

“Ricordo di aver visto Gyllenhaal sul set e di aver pensato: “Non so come verrà accolta questa cosa””, ha raccontato l’attore di The Studio. “Non interpretava una versione affascinante del personaggio”.

Quella prima impressione, però, lasciò spazio alla sorpresa. Rogen si rese conto che dietro l’interpretazione di Gyllenhaal c’era un lavoro sul personaggio molto più approfondito di quanto avesse immaginato. “Aveva dedicato al ruolo un livello di riflessione che io, come attore, non mi ero nemmeno reso conto fosse possibile”, ha ammesso.

Anche la sceneggiatura lo aveva colpito, sebbene non fosse semplice prevedere quale sarebbe stato il risultato finale. Rogen pensava che il film potesse rivelarsi un’opera straordinaria oppure qualcosa di troppo strano per trovare il proprio pubblico. “Ricordo di aver pensato: “O sarà un film davvero ottimo, oppure sarà uno strano B-movie a sé stante””, ha raccontato.

La storia ha poi preso una strada che non tutti avrebbero saputo prevedere. Al momento dell’uscita nelle sale, Donnie Darko faticò a trovare spettatori, ma negli anni ha conquistato lo status di cult, continuando a essere apprezzato anche dalle generazioni più giovani. Per Rogen, è proprio questa capacità di durare nel tempo a dimostrare il valore del film. “Se una cosa è buona e colpisce, troverà il suo pubblico”, ha dichiarato. “Credo che Donnie Darko sia proprio così”.

Anche Gyllenhaal, nella stessa raccolta di testimonianze, ha raccontato quanto si fosse riconosciuto nel protagonista già alla prima lettura della sceneggiatura. Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, con tutte le emozioni difficili da comprendere che lo accompagnano, era qualcosa che sentiva particolarmente vicino alla propria esperienza.

“Il passaggio dall’adolescenza alla semi-età adulta è un viaggio quasi psichedelico”, ha spiegato al New York Times. «Quando ho letto la sceneggiatura, ho provato la stessa sensazione”.

L’attore ha descritto Donnie come un ragazzo alle prese con sentimenti enormi, che non riusciva a comprendere né a contestualizzare. Stava davvero lottando con emozioni enormi che non riusciva a contestualizzare. Io gli ho semplicemente detto: “Ecco cosa provo”. Nessun film o storia era mai riuscito a riflettere una situazione simile», ha raccontato.

Nella costruzione del personaggio fu importante anche il contributo di Steven Poster, direttore della fotografia del film. Gyllenhaal ha ricordato un consiglio che lo aiutò a definire il modo in cui Donnie avrebbe guardato la macchina da presa, evitando di rifugiarsi continuamente nella sua angoscia.

“Steven mi disse: “Non sarai uno di quegli attori che non guardano mai in camera e sono sempre immersi nella loro bolla di angoscia””, ha raccontato. Una frase che, come ha spiegato, rispecchiava proprio ciò che aveva in mente. “Ricordo di aver pensato: “Oh, era proprio quello che avevo in mente”. Quindi quello sguardo, in cui guardo in basso e poi in alto, è nato grazie a Steven”.

Il lavoro sulla fotografia e sull’uso della macchina da presa contribuì così a definire l’atmosfera psichedelica del film, uno degli elementi che ne hanno caratterizzato lo stile. Eppure, anche dopo tutti questi anni, Gyllenhaal continua a sorprendersi del fatto che Donnie Darko riesca ancora a conquistare nuovi spettatori.

“Ci sono persone di ogni generazione, anche i più giovani, che mi dicono: “Adoro quel film”. E io penso: “Aspetta, l’hai visto davvero?””, ha svelato. Un successo arrivato gradualmente, ma capace di attraversare il tempo. “È stato un successo graduale, e questo successo graduale è durato 25 anni”.


Pubblicato

in

da

Tag: