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Spider-Noir: Nicolas Cage diventa l’Uomo Ragno in un noir Marvel anni ’30

Nicolas Cage è Spider-Noir: una serie Marvel che fonde noir anni ’30 e supereroi in una New York oscura e affascinante.

In Spider-Noir, Nicolas Cage interpreta una versione dell’Uomo Ragno ispirata a Humphrey Bogart, portando sullo schermo un supereroe immerso nelle atmosfere classiche del cinema noir.

Tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova serie Amazon legata all’universo di Spider-Man, in arrivo il 27 maggio su Prime Video, può essere riassunto in un primo incontro decisamente particolare con Nicolas Cage. “Ci siamo seduti a mangiare un branzino alle 11 da Bottega Louie”, ha raccontato il co-showrunner Oren Uziel a Entertainment Weekly.

L’abbinamento tra branzino europeo e macarons ha reso ancora più surreale la scena nel ristorante italiano di Los Angeles. Uziel, insieme al co-showrunner Steve Lightfoot, ricorda di aver presentato all’attore — noto per Longlegs e Ghost Rider — l’idea di una serie supereroistica dal forte taglio noir, mentre ordinava pasticcini colorati.

Spider-Noir viene descritto come un “lontano cugino” di Spider-Man: Into the Spider-Verse, film d’animazione in cui Cage aveva già dato voce a una versione alternativa di Spider-Man immersa in un’estetica in bianco e nero.

“Non è affatto la stessa cosa”, chiarisce Uziel. Gli otto episodi della serie saranno infatti mostrati sia in bianco e nero sia a colori. Inoltre, il personaggio interpretato da Cage non è Peter Parker: in questo universo Marvel Peter Parker non esiste. “Non ancora”, precisa il co-showrunner. “Non nella prima stagione, credo.”

Cage interpreta invece Ben Reilly, nei fumetti un clone di Spider-Man. Nella serie, però, il personaggio non usa quel nome da supereroe: è conosciuto semplicemente come The Spider. La storia è ambientata in una New York degli anni ’30 segnata dalla Grande Depressione e dal Proibizionismo. All’inizio della serie, Ben ha già abbandonato la sua identità da vigilante per lavorare come investigatore privato.

“Per me Peter Parker è sinonimo di un personaggio giovane e di una storia di formazione”, spiega Uziel. “Il personaggio di Ben Reilly permette alla serie di distinguersi immediatamente da una storia di Peter Parker.”

Durante il primo incontro, Cage si mostrava molto curioso. L’attore non aveva mai lavorato in televisione prima, e lo stesso Uziel aveva poca esperienza nel mezzo. Il progetto si è sviluppato anche grazie al coinvolgimento di Phil Lord e Chris Miller, già collaboratori di Cage in Into the Spider-Verse.

“L’idea che ho ripetuto dall’inizio alla fine è stata: ‘Stiamo cercando di fare un vecchio film di Bogart’”, racconta Uziel. “Solo che Bogart è Spider-Man.”

Le influenze sono infatti quelle del grande cinema noir: La notte del cacciatore, Il terzo uomo, Casablanca, Chinatown, L.A. Confidential e molti altri. Questo immaginario si riflette nei personaggi che circondano Ben: la femme fatale Cat Hardy (Li Jun Li), il boss mafioso Silvermane (Brendan Gleeson), il giornalista Robbie Robertson (Lamorne Morris) e la segretaria investigativa Janet (Karen Rodriguez).

“Questa serie non è solo un noir e non è solo una serie di supereroi. È la fusione perfetta di entrambi i generi”, osserva Uziel.

Infine, il co-showrunner ricorda un secondo incontro con Cage al ristorante Smoke House di Burbank, quando già avevano le prime sceneggiature. L’attore, seduto al tavolo, si è lanciato in una scena d’interrogatorio in stile Edward G. Robinson.

Ogni giorno sul set, quando parlavamo nel suo camerino, arrivava dicendo: ‘Questa parte sarà alla Bogart de Il grande sonno. Questa sarà un po’ alla Cagney. Qui vedrete un po’ di Peter Lorre’”, racconta Uziel. “Ne trae una gioia immensa. Ecco perché è Nic Cage.”


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