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Spielberg su Disclosure Day: “È un film d’azione che parte a razzo”

Spielberg torna con Disclosure Day: un thriller alieno tra azione, cospirazioni ed emozioni, con un cast stellare e sequenze spettacolari.

Un thriller sugli alieni, una cospirazione globale e l’inconfondibile firma di Steven Spielberg: Disclosure Day, nelle sale italiane dall’11 giugno con Universal Pictures, si prepara a essere uno degli eventi cinematografici più esplosivi dell’estate.

A confermare queste premesse è lo stesso regista che, in una recente intervista a Empire, non ha dubbi: “È un film d’azione. Ha una portata enorme e parte subito a razzo. È un’esperienza molto immersiva”. Un’affermazione che anticipa il ritmo serrato e l’ambizione spettacolare del progetto.

Del resto, non sorprende, considerando la sua carriera costellata di sequenze iconiche: dall’inseguimento del masso in I predatori dell’arca perduta alle scene mozzafiato di Jurassic Park, fino all’azione futuristica di Minority Report. Con Disclosure Day, Spielberg sembra intenzionato a spingere ancora una volta sull’acceleratore, raccogliendo l’eredità del suo cinema più spettacolare.

Eppure, non sarà solo una questione di adrenalina. Il film, infatti, intreccia azione e riflessione: “È anche un’immersione emotiva profonda nel modo in cui le persone si percepiscono a vicenda”, spiega il regista. In questo senso, la storia si apre a temi attuali come le divisioni sociali e l’importanza dell’empatia, filtrati attraverso il linguaggio della fantascienza.

In linea con questa doppia anima, la trama resta ancora avvolta dal mistero: si sa però che seguirà un gruppo di personaggi coinvolti in un insabbiamento legato a un’entità extraterrestre. Nel cast figurano Emily Blunt, Josh O’Connor ed Eve Hewson, mentre Colin Firth interpreterà un misterioso appaltatore deciso a mantenere il segreto a ogni costo.

A rafforzare il tono del racconto interviene anche lo sceneggiatore David Koepp, che descrive il progetto come un thriller dalle atmosfere anni ’70, richiamando titoli come I tre giorni del Condor, ma con un’identità completamente nuova rispetto a Incontri ravvicinati del terzo tipo. “Le cospirazioni funzionano perché sono come una cipolla: strato dopo strato, rivelano sempre qualcosa di più”, spiega.

Sul fronte spettacolare, invece, la produttrice Kristie Macosko Krieger promette grandi numeri: acrobazie, inseguimenti e persino una sequenza ferroviaria girata in modo pratico, senza CGI. “A Steven piace mantenere tutto il più reale possibile”, sottolinea, evidenziando l’approccio concreto che da sempre caratterizza il suo cinema.


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