Springsteen: Liberami dal Nulla

Springsteen: Liberami dal Nulla, la sceneggiatura dell’intimo biopic con Jeremy Allen White

La sceneggiatura Springsteen: Liberami dal Nulla, dell’intimo film biografico con protagonista Jeremy Allen White.

Nel cuore della carriera di Bruce Springsteen, c’è un momento di silenzio, introspezione e isolamento. Springsteen: Liberami dal Nulla, prodotto dalla 20th Century Studios e diretto da Scott Cooper, racconta proprio questo periodo, culminato nella realizzazione dell’album acustico del 1982, Nebraska. Basato sul libro di Warren Zanes, il micro-biopic segue il cantautore mentre si ritira dal clamore del successo per affrontare i demoni interiori e dare vita a un’opera destinata a segnare profondamente la sua carriera.

Ambientato nell’autunno del 1981, il film mostra un Springsteen trentunenne che, nonostante il successo di The River e del tour successivo, attraversa uno dei momenti più bassi della sua vita. Invece di tornare in studio per registrare altri successi, come auspicavano i dirigenti della sua etichetta, si ritira in una tranquilla casa a Colts Neck, nel New Jersey. Qui, durante un periodo di isolamento e crescente depressione, registra autonomamente con un semplice registratore a cassette a 4 tracce le dieci canzoni crude e tormentate che diventeranno Nebraska.

Il film, dramma incentrato sui personaggi, esplora l’uomo dietro l’icona di “The Boss”, mostrando un artista di fronte a un bivio personale e creativo. La 20th Century Studios ha acquisito i diritti per finanziare e distribuire il film nell’aprile 2024, con Jeremy Allen White nel ruolo di Springsteen. Presentato in anteprima mondiale al Telluride Film Festival ed uscito nelle sale a fine ottobre, il film ha incassato 45,2 milioni di dollari a livello globale e White è stato candidato a un Golden Globe per la sua interpretazione.

Al centro di Liberami dal Nulla ci sono l’isolamento e il potere catartico della musica. La pellicola mostra il ritiro di Springsteen non solo come scelta creativa, ma anche come risposta a un periodo di solitudine e depressione crescente. Cooper e White descrivono il film come la storia di un’“anima trascurata” che trova guarigione attraverso la musica: la registrazione di Nebraska emerge come un atto necessario, nato dal bisogno di affrontare un trauma interiore irrisolto. La lotta interna dell’artista è rappresentata con cruda onestà, soffermandosi sugli angoli più oscuri dell’umanità che hanno ispirato i testi dell’album.

Il viaggio interiore di Springsteen è strettamente legato ai fantasmi del suo passato, in particolare al complesso rapporto con il padre, Doug Springsteen. Il film, la cui sceneggiatura grazie a Deadline potete qui: SPRINGSTEEN: LIBERAMI DAL NULLA, esplora come le difficoltà del padre, tra problemi di salute mentale e alcolismo, abbiano influito sul giovane Bruce, influenzandone la prospettiva e contribuendo alle sue battaglie contro la depressione. Queste dinamiche familiari si intrecciano con la paura del successo: Springsteen teme che la crescente fama possa allontanarlo dalla sua identità operaia di Freehold, nel New Jersey.

Qui la RECENSIONE: Springsteen: Liberami dal Nulla, recensione: il silenzio, una chitarra e l’America spezzata

I registi puntano all’autenticità più che alla mitologia, spogliando l’icona della rockstar per mostrare l’uomo sotto di essa. L’attenzione ai dettagli del processo creativo mette in luce la forza della visione artistica di Springsteen, che continua a perseguire una direzione cupa e non commerciale, sfidando le aspettative dei dirigenti dell’etichetta. In definitiva, il film si presenta come uno studio sulla ricerca della verità e sull’introspezione di un artista in un periodo di silenzioso disfacimento interiore.


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