“Star Wars: L’Ascesa di Skywalker” – Recensione: il ritorno di J.J. Abrams per la chiusura di una saga epocale

“Star Wars: L’Ascesa di Skywalker” – Recensione: il ritorno di J.J. Abrams per la chiusura di una saga epocale 

Con “Star Wars: L’Ascesa di Skywalker”, si è conclusa così una delle saghe più acclamate del cinema. E’ approdato infatti nelle sale di tutto il mondo il nono episodio, nonché capitolo di chiusura della trilogia dedicata alla famiglia degli Skywalker.

Finale attesissimo da milioni di appassionati ed attirato inevitabilmente l’attenzione anche dei non, e che ha visto tornare dietro la macchina da presa J.J. Abrams, il quale tuttavia delude buona parte delle aspettative, con una visione tanto ricca di contenuti quanto non curata adeguatamente proprio a causa dei tanti argomenti da trattare e chiudere, con una prima lenta dominata da un ritmo lento che non permette di entrare in contatto con la celebre vicenda.

Uno sviluppo, una costruzione e rappresentazione visiva carichi di effetti ma che non osa come dovrebbe. Una storia idolatrata a tal punto da essere considerata una “fede” per molti difficile da trattare, che Abrams decide di rielaborare facendo diversi passi indietro, in modo da abbandonare e non approfondire, l’oltremodo criticato scenario intrapreso egli ultimi capitoli, in particolare nell’ottavo, tornando sulla strada del racconto originale. Scelta che tuttavia, nonostante la presenza di nuovo dinamiche e teorie, non brilla di autenticità, ed ogni azione e reazione fa tranquillamente intuire il passo successivo, e finale, che verrà compiuto dai vari personaggi, tutti presenti nella loro miglior forma, inclusi Mark Hamill ed Harrison Ford, così come: John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Billy Dee Williams e la compianta ed amata Carrie Fisher riprodotta in digitale.

Unico colpo di scena, se così si può definire essendo anche questo prevedibile, è costituito dal conflitto che vede l’una contro l’altra i due protagonisti assoluti Rey e Kylo Ren, e dal loro rispettivo confuso ed oscuro passato.

Passato in cui sono celate le chiavi in grado di sciogliere i tanti dubbi che da sempre tormentano il loro animo e che li ha condotti finalmente alla resa dei conti l’uno contro l’altra. Il Lato Scuro e il Lato Chiaro, due facce della stessa medaglia pronti per lo scontro risolutivo, le a cui palpabile e crescente tensione, è espressa, trasmessa e percepita, sia dalle impeccabili interpretazioni di Daisy Ridley e Adam Driver, sia dalle splendide, suggestive immagini della fotografia di Daniel Mindel, accompagnate dalle musiche, alcune rinfrescare con nuovi arrangiamenti, della colonna sonora di John Williams.

Suoni e melodie che rievocano quelle intense, tenaci sensazioni ed emozioni che hanno caratterizzato una storia lunga ben 42 indimenticabili anni, e che riemergono con determinazione solo nella seconda parte. Sentimenti e nostalgie in ogni caso non sufficienti a far battere il cuore risollevando e facendo decollare il finale non solo si un episodio bensì di una vera e propria epoca cinematografica.

Emanuela Giuliani

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