The Beauty: Evan Peters, Anthony Ramos, Jeremy Pope, Ashton Kutcher e Rebecca Hall a Roma presentano la serie in arrivo su Disney+.
L’attesa è quasi finita: il 22 gennaio approda su Disney+ The Beauty, la nuova serie thriller FX creata e scritta da Ryan Murphy e Matthew Hodgson, che mescola glamour, ossessione e orrore. Presentata in anteprima alla stampa dai protagonisti Evan Peters, Anthony Ramos, Jeremy Pope, Ashton Kutcher e Rebecca Hall, la serie racconta i primi due episodi di una storia disturbante e intensa, basata sull’omonima serie a fumetti di Jeremy Haun e Jason A. Hurley – quest’ultimo anche consulente creativo.
The Beauty è una produzione internazionale, girata tra Parigi, New York e l’Italia, con Venezia e Roma scenari suggestivi, spazi di bellezza senza tempo che contrastano la deriva oscura del racconto.
Al centro della narrazione c’è l’alta moda, scossa da una serie di morti atroci tra top model internazionali. A indagare sono gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall), inviati a Parigi per far luce su un mistero che si rivela molto più ampio di quanto immaginato. Le indagini portano alla scoperta di un virus sessualmente trasmissibile che trasforma persone comuni in esseri dalla bellezza fisica assoluta: un miracolo apparente dalle conseguenze terrificanti.
Il filo dell’inchiesta conduce a “The Corporation”, guidata dall’enigmatico magnate tecnologico interpretato da Ashton Kutcher, creatore del farmaco segreto “La Beauty”. Un impero da mille miliardi di dollari che l’uomo è pronto a difendere a qualsiasi costo, anche ricorrendo al suo letale sicario, “The Assassin” (Anthony Ramos). Nel frattempo, Jeremy (Jeremy Pope), un emarginato alla ricerca di riscatto e significato, viene travolto dagli eventi che stanno riscrivendo le regole del mondo.
Durante l’incontro stampa romano, i protagonisti hanno raccontato il loro rapporto con l’universo creato da Ryan Murphy. Peters ha definito The Beauty un “thriller internazionale”, capace di muoversi con disinvoltura tra Parigi, Venezia, Roma e New York, con l’ambizione di unire intrattenimento e riflessione. Hall, conquistata dal pitch e dall’ambientazione italiana, ha confessato di aver accettato il progetto senza leggere la sceneggiatura, sottolineando come il primo incontro con Murphy sia stato “uno dei momenti più divertenti della mia carriera”.
Il lavoro sul set ha richiesto anche uno sforzo fisico notevole: Peters ha seguito allenamenti intensivi e arti marziali miste per le complesse scene d’azione, mentre Hall si è concentrata sulla dimensione investigativa del racconto.
A portare ulteriore energia e profondità emotiva sono stati Anthony Ramos e Jeremy Pope. Uniti da una lunga amicizia fuori dal set, i due hanno raccontato come The Beauty sia diventato uno spazio di complicità e libertà espressiva. Nonostante le giornate intense, il clima sul set è stato alimentato da fiducia reciproca, ironia e sostegno, un legame che si riflette sullo schermo, arricchendo la narrazione di sfumature emotive sincere e rendendo i loro personaggi ancora più credibili e stratificati.
Anthony Ramos e Jeremy Pope, già legati da una lunga amicizia, portano a The Beauty energia e profondità emotiva, raccontando come il set sia stato uno spazio di complicità e gioco nonostante le giornate massacranti. Per Pope, alla sua terza collaborazione con Ryan Murphy dopo Pose e Hollywood, lavorare con il prolifico autore significa adattarsi continuamente: le scene cambiano, si trasformano, richiedendo agli attori di “mettere il corpo a disposizione” prima ancora della componente psicologica.
Uno degli interventi più stimolanti è arrivato da Ashton Kutcher, che ha riflettuto sul suo personaggio, un miliardario tecnologico al tempo stesso affascinante e inquietante. Kutcher parla di una “leggerezza esistenziale” tipica delle élite economiche, capaci di trasformare ogni problema in qualcosa di aggirabile o comprabile. Per interpretare il ruolo, l’attore ha cercato una giustificazione morale interna: anche le azioni più discutibili sono sempre sorrette da una presunta “ragione nobile”.
Al centro della serie rimane il confronto tra bellezze opposte: Kutcher racconta l’emozione di condividere il set con Isabella Rossellini, guest star dello show, sottolineando come il suo personaggio incarnasse una bellezza sintetica, opposta alla bellezza artigianale e “fatta a mano” della Rossellini.
Le location inoltre sono parte integrante del discorso sulla bellezza: girare in città storicamente inaccessibili alle produzioni televisive, come Roma e Venezia, ha rafforzato nel cast la sensazione di partecipare a qualcosa di unico. In una serie che interroga ossessivamente il concetto di bellezza, ambientare il racconto in due delle città più iconiche del mondo non è solo una scelta estetica, ma una dichiarazione tematica.
Il discorso sull’ideale di perfezione evidenzia così cosa saremmo disposti a sacrificare se il “farmaco della bellezza” esistesse davvero. Rebecca Hall rifiuta l’idea stessa di perfezione, ricordando l’importanza dell’imperfezione, mentre Kutcher ribalta la prospettiva: The Beauty non parla di un futuro lontano, ma di “cinque minuti nel futuro”, dove chirurgia estetica, farmaci dimagranti, filtri digitali e turismo cosmetico sono già parte del presente, andando così a toccare le nuove generazioni e agli standard estetici opprimenti.
Kutcher e Ramos parlano di un “bombardamento dopaminico” costante, che rende difficile costruire un’identità autonoma. La bellezza diventa così un meccanismo economico: “Farci sentire che non siamo abbastanza è diventato redditizio”. Pope, però, offre una speranza, difendendo il valore dell’esperienza reale in un’epoca dominata da intelligenza artificiale e immagini manipolate. L’arte, conclude Kutcher, continuerà a ricordarci cosa significa essere umani, con nuove possibilità espressive senza demonizzare la tecnologia.
Ma a svolgere un ruolo importante è anche l’aspetto visivo, che diventa strumento di narrazione, con costumi, trucco e acconciature mezzi per entrare nel personaggio. “Non si trattava di come volevo apparire io”, spiega Pope, “ma di come il personaggio aveva bisogno di sentirsi potente e desiderabile”. La Hall ribadisce invece la complessità della sua protagonista, che non rifiuta la bellezza, ma neanche è ciò che la definisce.
Tra Parigi, Venezia, Roma e New York, The Beauty promette quindi di essere un thriller che sfida lo spettatore con domande tanto semplici quanto destabilizzanti.






