Aaron Sorkin racconta il metodo di Jeremy Strong nei panni di Zuckerberg sul set di The Social Reckoning, al cinema dall’8 ottobre.
Sul set di The Social Reckoning, Jeremy Strong avrebbe portato il suo approccio al personaggio di Mark Zuckerberg fino a influenzare anche il modo di rapportarsi con gli altri attori. A raccontarlo, come riportato da Variety, è Aaron Sorkin, regista del film, che ha spiegato come Strong abbia scelto di comportarsi con i colleghi nel modo in cui immaginava che Zuckerberg avrebbe trattato le persone intorno a lui.
Strong, noto per il suo approccio alla recitazione di metodo, interpreta nel film il CEO di Meta, tornando così nell’universo narrativo di The Social Network. Secondo Sorkin, l’attore ha svolto gran parte del lavoro sul personaggio lontano dal set, arrivando poi sul luogo delle riprese già completamente immerso nel ruolo.
“Jeremy fa molto lavoro per conto suo. Svolge un’enorme quantità di lavoro prima di presentarsi sul set”, ha svelato Sorkin. “Non parlava con la sua voce sul set né camminava come cammina Jeremy.”
Il regista ha rivelato di aver avvertito gli altri interpreti che avrebbero condiviso le scene con Strong del particolare comportamento che avrebbe adottato durante le riprese. “Ho detto a tutti gli altri attori che giravano le sue scene: ‘Ragazzi, non si fermerà a chiacchierare con voi al catering. Non si metterà a ridere con voi tra una ripresa e l’altra. Probabilmente non vi rivolgerà nemmeno la parola. Vi tratterà come immagina che Mark tratti le persone che lo circondano. Ed è proprio quello che è successo. Non si può discutere sui risultati.”
The Social Reckoning, il cui cast include anche Jeremy Allen White, Mikey Madison, Bill Burr, Betty Gilpin e Billy Magnussen, racconta la vicenda della whistleblower Frances Haugen, che si allea con il giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz per portare alla luce i meccanismi interni di Facebook, la società fondata e guidata da Zuckerberg.
Sorkin ha inoltre parlato delle verifiche effettuate prima dell’uscita del film, sottolineando che The Social Reckoning non ha incontrato problemi analoghi a quelli emersi attorno ad altri progetti cinematografici recenti legati al mondo della tecnologia, come Artificial, film dedicato allo scandalo OpenAI. Secondo quanto riferito dal regista, rappresentanti di Meta lo hanno invece contattato chiedendo dei biglietti per assistere al film.
“A quanto mi risulta, la Sony ha ricevuto delle lettere da Meta, e non credo che in quelle lettere ci fosse scritto: ‘Vi auguriamo tutta la fortuna del mondo. Mandateci dei biglietti per la prima’”, ha detto Sorkin.
Il regista ha quindi spiegato che, trattandosi di un film che presenta anche elementi riconducibili a fatti reali, la produzione ha adottato particolari cautele sul piano legale. “In circostanze normali, con un’opera non di finzione, l’ufficio legale dello studio farebbe un controllo approfondito. Per questo film, hanno ingaggiato uno studio legale esterno proprio per occuparsi della verifica legale e assicurarsi che ogni singola cosa presentata come un fatto sia effettivamente tale”.
The Social Reckoning arriverà nelle sale cinematografiche italiane dall’8 ottobre distribuito da Eagle Pictures.






