The Unknown debutta a Cannes 2026 tra applausi e standing ovation: le foto dal red carpet con Léa Seydoux.
Alla 79esima edizione del Festival di Cannes, The Unknown (L’Inconnue) di Arthur Harari, in concorso per la Palma d’Oro, ha fatto il suo debutto al Grand Théâtre Lumière davanti a una sala gremita. La proiezione è stata accolta da una lunga standing ovation, durata circa otto minuti, segno di un’accoglienza calorosa per uno dei titoli più attesi della giornata.
Sul tappeto rosso, di cui vi mostriamo le foto della nostra Martina Dal Piano, Arthur Harari ha sfilato insieme ai protagonisti Léa Seydoux e Niels Schneider, accolti da fotografi e pubblico in una delle serate più seguite del festival. L’atmosfera, come spesso accade nelle grandi première di Cannes, è stata quella di un evento centrale della competizione, con grande attenzione mediatica internazionale.


















Il film è tratto dalla graphic novel Le cas David Zimmerman, scritta dallo stesso Harari insieme al fratello Lucas. La storia segue David, un fotografo solitario interpretato da Niels Schneider, la cui vita viene sconvolta dopo un misterioso incontro a Capodanno: l’uomo si risveglia improvvisamente nel corpo di una donna, interpretata da Léa Seydoux. Da questo scarto iniziale prende forma un racconto che esplora identità, percezione di sé e spaesamento psicologico.

La première di The Unknown è arrivata in un momento di forte attenzione per il cinema francese. Arthur Harari è infatti tra i firmatari di un appello che ha acceso il dibattito sul rapporto tra media e industria audiovisiva in Francia, tema che ha fatto da sfondo anche al passaggio del film a Cannes.
In sala erano presenti membri della produzione e alcune figure di spicco del cinema francese. Al termine della proiezione, Harari ha ringraziato il cast e il fratello Lucas, coautore della graphic novel originale da cui è tratto il film.
La première di The Unknown si è imposta come uno dei momenti più discussi del concorso, tra entusiasmo del pubblico e un contesto culturale e industriale che continua a far discutere il cinema francese.






