The Voice of Hind Rajab, la sceneggiatura di Kaouther Ben Hania che ambienta una tragedia globale in un’unica, devastante stanza.
The Voice of Hind Rajab, distribuito da Willa, la divisione di distribuzione della casa di produzione del film, scritto e diretto dalla regista candidata all’Oscar Kaouther Ben Hania, è Il docu-drama ricostruisce la tragica morte di Hind Rajab, una bambina di sei anni uccisa a Gaza City, trasformando una vicenda individuale in un atto di accusa universale.
Qui la RECENSIONE: The Voice of Hind Rajab, la recensione: il film che ci invita a non voltare lo sguardo
Il film ha segnato la storia della Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria ed è stato accolto da una standing ovation di 23 minuti e 50 secondi, la più lunga mai registrata in un festival cinematografico. Ha inoltre ottenuto il Leone d’Argento – Grand Jury World, numerosi riconoscimenti internazionali, due candidature agli European Film Awards (tra cui Miglior Film Europeo), è entrato nella shortlist tunisina per l’Oscar al Miglior Film Internazionale ed è in corsa per il Golden Globe al Miglior Film in Lingua Non Inglese.
Piuttosto che mostrare direttamente la violenza delle strade di Gaza, Ben Hania compie una scelta radicale e controcorrente: ambienta quasi interamente il film in uno spazio chiuso e claustrofobico, il centro di smistamento della Mezzaluna Rossa Palestinese a Ramallah. Questa decisione sposta l’asse narrativo dal campo di battaglia all’incubo psicologico, amministrativo e morale vissuto da chi, a centinaia di chilometri di distanza, tenta disperatamente di organizzare un salvataggio.
La sceneggiatura, che grazie a Deadline potete leggere qui: THE VOICE OF HIND RAJAB, fonde realtà e costruzione drammaturgica con un dispositivo formale di grande potenza emotiva: l’utilizzo della registrazione audio reale di circa 70 minuti delle telefonate di Hind ai centralinisti. La voce della bambina non viene mai ricreata da un’attrice, ma rimane autentica, presente e invisibile per tutta la durata del film. Gli interpreti – tra cui Saja Kilani e Motaz Malhees – recitano in dialogo diretto con questo materiale d’archivio, rispondendo alle richieste di aiuto della bambina in tempo reale. Il risultato è un continuo slittamento tra documentario e finzione che inchioda lo spettatore nella stessa posizione dei centralinisti: ascoltare una tragedia sapendo di non poterla fermare.

Lo script di Ben Hania nasce da lunghe interviste con i veri volontari della Palestinian Red Crescent Society (PRCS) che gestirono le chiamate del 29 gennaio 2024. I dialoghi si radicano nelle loro testimonianze, restituendo preghiere, tentativi di rassicurazione e concitati confronti interni mentre il personale affronta ostacoli militari e burocratici sempre più insormontabili per ottenere l’autorizzazione all’invio di un’ambulanza. Concentrandosi sugli elementi “invisibili” della tragedia – l’attesa, i silenzi, la sospensione e l’angosciosa ricerca di un permesso – il film rifiuta le convenzioni del cinema bellico. Si trasforma invece in un thriller teso e implacabile, che mette a nudo il funzionamento degli apparati umanitari e il fallimento sistemico della comunità internazionale nel proteggere anche un solo bambino.
La struttura narrativa segue rigorosamente la progressione cronologica di quella giornata, dalla prima chiamata di emergenza del cugino di Hind fino alla perdita di contatto sia con la bambina sia con i paramedici inviati a salvarla. Prodotto da figure di primo piano del cinema internazionale come Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Rooney Mara e Jonathan Glazer, The Voice of Hind Rajab è stato salutato dalla critica come un’opera profondamente umanista, capace di rifiutare ogni forma di spettacolarizzazione della violenza che racconta.
Concentrando il racconto sulle voci anziché sulle immagini della distruzione, La voce di Hind Rajab si impone come un memoriale cinematografico e, al tempo stesso, come una straziante richiesta di responsabilità politica e morale, che continua a risuonare ben oltre l’ultima, insopportabile chiamata.






