Tutti i Soldi del Mondo

Tutti i Soldi del Mondo – Recensione

TUTTI I SOLDI DEL MONDO – Recensione

“Essere un Getty è qualcosa di straordinario…lo so perché me lo ha detto mio nonno…”

Con questa affermazione ha inizio la pellicola diretta da Ridley Scott: Tutti i Soldi del Mondo, in cui viene ricostruito il drammatico rapimento del nipote sedicenne del petroliere Jean Paul Getty, definito negli anni ’70 l’uomo più ricco del mondo, avvenuto nel corso di una notte a Roma, ad opera di alcuni uomini dal volto rigorosamente coperto. Il gesto scatenò una delirante corsa contro il tempo per salvare il ragazzo, gettando nel folle panico la madre Gail (Michelle Williams), ma non il potente nonno, interpretato da un impeccabile Christopher Plummer, il quale, con glaciale distacco, si oppose al ricatto per amore, se così si può definire, del denaro, affiancando alla nuora l’uomo della sicurezza Fletcher Chace (Mark Wahlberg), trattando e gestendo la questione come una banale compravendita immobiliare.

Scott ci propone e mostra, attraverso un episodio che innegabilmente sconvolse, tenendo con il fiato sospeso, il mondo intero, gli effetti dell’insensato, ammaliante fascino esercitato del potere, un’influenza così devastante da deviare l’animo umano annullandone qualsiasi vero sentimento e legame affettivo, ponendo al di sopra, della vita stessa, il bene materiale e il frenetico, malato desiderio di supremazia, sollevando l’inquietante riflessione sul valore dell’essere umano, e che spinse Getty, fin quasi, ad abbandonare il ragazzo al fatale destino, in virtù dell’indiscussa, prestigiosa immagine di successo, fortemente ed esclusivamente legata ai soldi, a cui si contrappone la figura materna, disposta a tutto, naturalmente, pur di salvare il proprio “bambino”.

Il lungometraggio, liberamente ispirato al libro di John Pearson sul magnate: “Painfully Rich: The Outrageous Fortune and Misfortunes of the Heirs of J. Paul Getty, biografia che illustra e focalizza le origini della ricchezza di quest’ultimo, evidenziandone la radicata indole dell’affarista avido privo di scrupoli, caratteristica facilmente riscontrabile nell’attuale società, tuttavia, non centra del tutto l’obiettivo, limitando la possibilità di stabilire un contatto emozionale intimo.

La debole adrenalina della narrazione a volte confusionaria, e non incisiva, della sceneggiatura scritta da David Scarpa, che non valorizza e cura adeguatamente la costruzione della tensione relativa al famoso e sconcertante episodio di cronaca, la cui ruvidità è attenuata dal tono romanzesco, penalizza, in parte, le figure centrali, non permettendo loro di emergere individualmente, delineate in ogni caso dalle più che buone interpretazioni di un sentito Wahlberg, di una toccante e sensibile Williams e un senza cuore Plummer.

Notevole l’impatto visivo della fotografia di Dariusz Wolsky, ASC, la quale esalta nella giusta maniera l’inquietudine dell’atmosfera, ulteriormente sottolineata dalle altrettanto meritevoli musiche della colonna sonora di Daniel Pemberton, a completare il tutto i costumi e la scenografia, in linea con l’epoca, rispettivamente di Janty Yates e di Arthur Max.

Ciò nonostante Tutti i Soldi del Mondo, storia privata che ha stupito, ed interessato, l’opinione pubblica, prodotto da Sony e distribuito dalla Lucky Red, risulta un’opera sufficientemente piacevole e soddisfacente, sarà nelle sale cinematografiche a partire dal 4 gennaio 2017.

 

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