Un’avventura, la recensione: un viaggio emozionante sulle note di Battisti e Mogol

Un’avventura, il viaggio emozionante sulle note di Battisti e Mogol diretto da Marco Danieli con Michele Riondino e Laura Chiatti.

Dal 14 febbraio nelle sale, Un’Avventura si presenta come molto più di una semplice commedia musicale: è un omaggio sincero e appassionato all’universo musicale di Lucio Battisti e Mogol, le cui canzoni diventano il filo conduttore di una storia d’amore intensa e delicata, sospesa tra sogno e realtà, tra il desiderio di essere felici e le scelte che la vita impone.

La regia di Marco Danieli è attenta e sensibile, capace di dare forma a un racconto che mescola sentimento e malinconia. Al centro della narrazione ci sono Matteo e Francesca, interpretati con autenticità e misura da Michele Riondino e Laura Chiatti. La loro relazione, fatta di momenti teneri e altri più turbolenti, racconta un amore che cresce, cambia, si allontana e si ritrova, sullo sfondo di un’Italia che cambia anch’essa, tra sogni giovanili e compromessi adulti.

Matteo è un ragazzo semplice, con un cuore grande e il desiderio di vivere una vita piena, ma incapace di esprimere a parole tutto ciò che sente. Francesca, invece, è una giovane donna irrequieta e appassionata, che sogna la libertà e parte per cercare se stessa. Il film segue le loro vite per più di un decennio, attraverso separazioni, ritorni, sogni infranti e rinascite, in un cammino che li porterà, forse, a riconoscere nell’altro il proprio destino.

Il film è ambientato tra gli anni ’70 e ’80, e riesce a evocare con coerenza l’atmosfera di quel periodo. I colori caldi e sfumati, l’uso della macchina a mano, i movimenti fluidi della cinepresa e le lenti anamorfiche contribuiscono a creare un mondo visivo che trasporta lo spettatore in una dimensione sospesa nel tempo, dove ogni emozione è amplificata dalla musica.

La sceneggiatura di Isabella Aguilar, scritta anche grazie al confronto diretto con Mogol, costruisce un percorso narrativo che alterna leggerezza e malinconia, riflettendo la fragilità e la forza dei sentimenti. Le canzoni di Battisti non sono semplicemente inserite, ma reinterpretate in modo creativo, con nuovi arrangiamenti che permettono di scoprirne sfumature diverse e attuali, perfettamente in sintonia con le vicende dei protagonisti. Ogni brano diventa un momento narrativo, una confessione, un punto di svolta. Da Dieci ragazze a Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi, la colonna sonora guida lo spettatore attraverso gli alti e bassi di una storia che potrebbe essere quella di tutti.

Un altro elemento di rilievo è il lavoro coreografico di Luca Tommassini, che aggiunge ritmo e profondità visiva alla narrazione. I momenti danzati non appaiono mai forzati, ma accompagnano con naturalezza lo sviluppo emotivo dei personaggi, arricchendo la storia senza sovrastarla. Le coreografie, ispirate al linguaggio dei sentimenti più che alla pura tecnica, creano un ponte tra parola, gesto e musica, rendendo l’esperienza cinematografica ancora più immersiva.

Mogol ha definito il film “un primo passo felice”, e in effetti Un’Avventura riesce a lasciare il segno proprio per la sua sincerità e la cura con cui è stato realizzato. È un film che emoziona, che guarda al passato senza nostalgia sterile, ma con il desiderio di raccontare l’universalità dell’amore attraverso immagini, parole e melodie che fanno parte del patrimonio collettivo italiano. Una pellicola capace di toccare corde profonde e di parlare al cuore di chiunque abbia amato, sperato o semplicemente si sia lasciato trasportare da una canzone.

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Emanuela Giuliani

Il Voto della Redazione:

6


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