Venezia 83 anticipazioni

Venezia 83, le prime anticipazioni sui film verso il Leone d’Oro

Venezia 83 prende forma: tra i film attesi per il Leone d’Oro spiccano Sorkin, Zeller, Moretti, Herzog e grandi ritorni internazionali.

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 entra nella fase decisiva. A poco più di un mese dall’annuncio ufficiale del programma iniziano infatti a circolare i primi titoli che potrebbero approdare al Lido e contendersi il Leone d’Oro, in un’edizione che potrebbe riunire alcuni dei nomi più importanti del cinema internazionale.

Come riportato da Variety, tra i film più discussi figurano The Social Reckoning di Aaron Sorkin, Here Comes the Flood di Fernando Meirelles con Denzel Washington, Bunker di Florian Zeller, Wild Horse Nine di Martin McDonagh, il nuovo progetto di Werner Herzog Bucking Fastard, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e il ritorno di Nanni Moretti con Accadrà Stasera. Tra le possibili sorprese potrebbe trovare spazio anche la seconda stagione di The Studio, la serie Apple TV diretta da Seth Rogen.

Come già accaduto a Cannes, anche l’83ª Mostra di Venezia potrebbe però registrare una presenza hollywoodiana più contenuta rispetto agli ultimi anni. La maggiore prudenza degli studios nei confronti dei festival, alcuni rallentamenti produttivi e la cautela seguita ai risultati deludenti di alcuni grandi progetti hanno ridotto il numero dei film americani pronti per un debutto internazionale.

Tra i titoli che difficilmente saranno disponibili in tempo figurano Le avventure di Cliff Booth di David Fincher, sequel di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino con Brad Pitt nuovamente protagonista, e Cry to Heaven di Tom Ford, progetto che segna anche l’esordio cinematografico di Adele.

Nonostante una presenza americana più ridotta, alcuni film potrebbero comunque portare al Lido il grande spettacolo hollywoodiano. Tra questi spicca The Social Reckoning di Aaron Sorkin, seguito ideale di The Social Network. Il film racconta gli eventi che hanno portato all’inchiesta del Wall Street Journal nota come The Facebook Files e segue Frances Haugen, giovane ingegnere di Facebook interpretata da Mikey Madison, che decide di collaborare con il giornalista Jeff Horwitz, interpretato da Jeremy Allen White, per svelare i meccanismi interni del social network.

Nel cast Jeremy Strong interpreta Mark Zuckerberg, raccogliendo il ruolo già affidato a Jesse Eisenberg nel film di David Fincher del 2010. Sony Pictures distribuirà il film il 9 ottobre e sarebbero in corso trattative tra lo studio e il direttore artistico Alberto Barbera per una possibile anteprima veneziana, anche se il film non sarebbe ancora stato visionato nella sua versione definitiva.

Grande attenzione anche per Bunker di Florian Zeller, thriller psicologico con Javier Bardem e Penélope Cruz nei panni di una coppia la cui relazione viene messa alla prova dall’arrivo di un misterioso progetto: un bunker commissionato da un potente magnate della tecnologia che finisce per entrare nella loro vita. Nel cast anche Paul Dano, Stephen Graham e Patrick Schwarzenegger. Per Zeller sarebbe un nuovo passaggio importante a Venezia dopo The Son, mentre il suo esordio alla regia, The Father, aveva conquistato l’Oscar.

Netflix potrebbe invece arrivare al Lido con Here Comes the Flood di Fernando Meirelles, thriller ambientato nel mondo delle rapine. Il film, scritto dallo stesso regista insieme a Simon Kinberg, racconta la storia di una guardia di banca che si allea con un ladro professionista per organizzare un colpo. Nel cast figurano Denzel Washington, Robert Pattinson, Daisy Edgar-Jones, Danai Gurira e Sean Harris.

Tra i progetti più ambiziosi c’è anche Wild Horse Nine di Martin McDonagh, thriller politico prodotto da Searchlight Pictures e ambientato poco prima del colpo di Stato cileno del 1973. La storia segue due agenti della CIA, Chris e Lee, inviati da Santiago all’Isola di Pasqua. Quando Chris entra in contatto con due studenti ribelli, la missione comincia a complicarsi. Il cast comprende John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.

Werner Herzog potrebbe invece presentare Bucking Fastard, film con Rooney Mara e Kate Mara nei ruoli delle sorelle Jean e Joan Holbrooke, impegnate nella costruzione di un tunnel attraverso una catena montuosa alla ricerca di una terra immaginaria dove, secondo la leggenda, esisterebbe il vero amore. Il progetto era stato inizialmente invitato a Cannes 2026 come selezione ufficiale, ma Herzog avrebbe rifiutato dopo non aver ottenuto un posto in concorso. Nel cast anche Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.

Sul fronte italiano, uno dei ritorni più attesi è quello di Nanni Moretti con Accadrà Stasera. Il film nasce liberamente dai racconti raccolti in Cuore affamato dello scrittore israeliano Eshkol Nevo ed è stato scritto da Moretti insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella. Nel cast ci sono Louis Garrel, Jasmine Trinca e Angela Finocchiaro. Per Moretti sarà la prima collaborazione con Garrel e il primo lavoro con Trinca dopo La stanza del figlio del 2001.

Andrea Pallaoro potrebbe invece arrivare con The Echo Chamber, dramma basato su una sceneggiatura incompiuta di Bernardo Bertolucci completata da Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini. Il film racconta la relazione tra un uomo e una donna che si consuma all’interno di un appartamento e vede protagonisti Alicia Vikander, Luca Marinelli e Susan Sarandon. I precedenti lavori di Pallaoro, Hannah e Monica, erano entrambi stati presentati in concorso a Venezia.

Tra gli altri possibili titoli figura A Good Little Soldier di Stéphane Brizé, con Alba Rohrwacher nei panni di una dirigente chiamata a ricostruire l’immagine di una grande compagnia assicurativa in un ambiente dove la vulnerabilità viene considerata una debolezza. Nel cast anche Vincent Lindon.

Cédric Kahn con 15/18 porta invece sullo schermo la realtà di un reparto di psichiatria adolescenziale di un ospedale pubblico francese, seguendo il rapporto tra medici e giovani pazienti alle prese con fragilità e sofferenza. La storia ruota anche attorno a Lucia, una diciassettenne riportata in ospedale dalla polizia, e all’arrivo di una nuova paziente destinata a modificare gli equilibri del reparto.

Tra i progetti più particolari c’è poi DAU: Mother di Ilya Khrzhanovsky, nuovo capitolo del monumentale progetto DAU, sviluppato nell’arco di oltre due anni e mezzo. I precedenti capitoli, DAU. Natasha e DAU. Degeneration, erano stati presentati alla Berlinale nel 2020. Khrzhanovsky ha rinunciato alla cittadinanza russa ed è un critico del regime di Putin, ma il progetto DAU è stato anche al centro di discussioni e accuse legate alle condizioni sul set.

Possibile infine la presenza di The Studio. La seconda stagione della serie Apple TV diretta da Seth Rogen è stata girata in parte proprio al Lido lo scorso marzo, con Madonna presente sul set e un cameo di Alberto Barbera. Non è escluso che il festival possa ospitare una proiezione speciale.

L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà dal 2 al 12 settembre 2026. La giuria sarà presieduta da Maggie Gyllenhaal, mentre il programma completo verrà annunciato ufficialmente il 23 luglio.


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