Viola Davis racconta il suo momento virale agli Actor Awards e il debutto nel thriller giudiziario Judge Stone con James Patterson.
Non è la prima volta che Viola Davis diventa un meme, eppure la vincitrice dell’EGOT non può fare a meno di ridere pensando al suo momento virale agli Actor Awards dello scorso weekend, quando ha annunciato Michael B. Jordan come miglior attore per Sinners. “Io e mio marito [l’attore e produttore Julius Tennon] abbiamo riso per due giorni”, racconta Davis, riferendosi alla sua esuberanza sul palco.
Il celebre commento “Stai brillando, Harold Loomis. Brillante come denaro nuovo” è tratto da Joe Turner’s Come and Gone, opera teatrale di August Wilson del 1984, ed è legato al suo debutto teatrale del 1988, che le garantì la tessera Actors’ Equity. “Quella frase mi torna sempre in mente perché racchiude l’immagine di qualcuno che intraprende il suo percorso. Mi fa venire la pelle d’oca. Ed è così che mi sentivo per Michael B. Jordan”, racconta Davis, come riportato da Variety.
Il riferimento al personaggio di Delroy Lindo, suo co-protagonista in Sinners, rende il momento ancora più speciale: non era solo una battuta, ma un riconoscimento del talento emergente di Jordan. “Michael è incredibile e un leader fantastico. Sta portando il cinema afroamericano a una dimensione meravigliosa”, aggiunge Davis.
Oltre alla recitazione, Davis sta realizzando un sogno di lunga data: scrivere. “A nove anni dissi: ‘Diventerò una scrittrice’”, ricorda, spiegando come la scrittura le offrisse un rifugio dall’infanzia turbolenta e la possibilità di esplorare mondi alternativi.
Dopo aver pubblicato l’autobiografia Finding Me, ora esordisce nella narrativa con il thriller giudiziario Judge Stone, scritto insieme a James Patterson. Il romanzo segue il giudice di una piccola città dell’Alabama impegnato in un controverso processo sull’aborto di una ragazza di 13 anni e sul medico accusato di omicidio.
“Volevo che fosse fondato su un livello di verità, pur nella finzione. È un thriller, ma anche una riflessione sulle persone e sulle scelte”, spiega Davis, che ha contribuito a rendere i personaggi realistici e profondi, in particolare il giudice Mary Stone e Nova, la giovane vittima di violenza sessuale, dando al romanzo un cuore emotivo potente. Il libro, con sfumature che ricordano Il buio oltre la siepe, invita i lettori a riflettere su temi complessi senza schierarsi. “L’aborto è un espediente narrativo per uno scopo più ampio, per suscitare emozioni e coinvolgere i personaggi”, chiarisce Davis.
L’idea del libro è nata dalla proposta di Patterson. “Mi chiesero se volevo collaborare con James Patterson. Ho pensato: ‘Cosa posso aggiungere io?’”, racconta, sottolineando come la sua esperienza in How to Get Away With Murder le abbia permesso di rendere le scene in tribunale drammatiche e avvincenti senza perdere il realismo. “Quando scrivi narrativa puoi fare qualsiasi scelta, ma devi renderla convincente. Lavorando in tribunale e in televisione ho imparato come rendere la drammaticità credibile”.
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Ora Davis guarda oltre l’EGOT e la narrativa, desiderando trasmettere la propria esperienza ai più giovani. “Vorrei insegnare, entrare in contatto con i ragazzi e guidarli, perché spesso critichiamo i social e le cattive influenze, senza offrire vere connessioni”, spiega. Tra meme, premi, romanzi e insegnamento, Viola Davis continua a costruire il suo percorso con lo stesso entusiasmo e determinazione che l’hanno resa una delle voci più influenti di Hollywood.






