BAFTA 2026: nomination tra conferme, snob clamorosi e sorprese. Da Wicked escluso a Mescal premiato, ecco chi vince e chi resta fuori.
Le nomination ai British Academy Film Awards 2026 confermano ancora una volta quanto la stagione dei premi possa essere imprevedibile, tra grandi conferme, esclusioni eccellenti e sorprese capaci di ribaltare le previsioni della vigilia. Se da un lato titoli come One Battle After Another, Sinners, Hamnet e Marty Supreme hanno rispettato le aspettative dominando le principali categorie, dall’altro non sono mancati snob clamorosi che hanno immediatamente acceso il dibattito tra pubblico e addetti ai lavori.
Con soli cinque posti disponibili nella categoria di miglior film, diversi lungometraggi sono rimasti esclusi dalla corsa al premio più ambito. Nelle categorie attoriali, invece, la presenza di un sesto slot rispetto agli Oscar ha permesso l’ingresso di nomi meno scontati, confermando anche una certa predilezione dei BAFTA per interpreti britannici e irlandesi, spesso trascurati oltreoceano.
Tra le esclusioni più rumorose, come riportato da Variety, spicca Wicked: For Good, che dopo essere rimasto completamente fuori dalle nomination agli Oscar incassa un’altra battuta d’arresto anche ai BAFTA. Il sequel si deve accontentare di qualche candidatura tecnica, come costumi e trucco e acconciature, ma resta assente dalle categorie principali. Nessuna nomination per Cynthia Erivo e Ariana Grande e nessun riconoscimento per il film nelle categorie di miglior film, regia o sceneggiatura, un risultato che suona come una vera e propria delusione per uno dei titoli più attesi dell’anno.
Sul fronte delle sorprese, arriva invece una rivincita importante per Paul Mescal, che dopo aver mancato la nomination agli Oscar per Hamnet ottiene quella ai BAFTA come miglior attore non protagonista. Nei panni di William Shakespeare, l’attore irlandese firma così la sua terza candidatura ai BAFTA in quattro anni, dopo Aftersun e All of Us Strangers, confermando un rapporto privilegiato con l’Academy britannica mentre si prepara a una pausa dai premi per dedicarsi ai biopic sui Beatles, in cui interpreterà Paul McCartney.
Meno fortunato è Guillermo del Toro, che nonostante il buon riscontro per Frankenstein resta escluso dalla categoria di miglior regista, replicando quanto già accaduto agli Oscar. Il film ottiene riconoscimenti importanti per il cast, con Jacob Elordi candidato come miglior attore non protagonista, ma manca le nomination per miglior film e miglior sceneggiatura non originale, categorie in cui invece figura nella corsa americana.
Tra le novità più interessanti c’è l’ingresso di Chase Infiniti nella corsa al premio come miglior attrice protagonista per One Battle After Another. Dopo l’esclusione dagli Oscar, i BAFTA scelgono di premiare una delle rivelazioni dell’anno, includendola anche tra i candidati al Rising Star Award e segnando un passaggio cruciale nella sua giovane carriera.
Arriva una rivincita anche per Odessa A’zion, che dopo la mancata nomination agli Oscar ottiene il suo primo riconoscimento ai BAFTA come miglior attrice non protagonista per Marty Supreme. Nel ruolo di Rachel, complice del personaggio interpretato da Timothée Chalamet nel dramma sportivo diretto da Josh Safdie, l’attrice conquista finalmente l’attenzione dell’Academy britannica.
Sul versante del cinema internazionale, la British Academy appare quest’anno più selettiva del solito. Al di fuori di Sentimental Value, molti film in lingua straniera acclamati dalla critica restano ai margini delle categorie principali. Titoli come Un semplice incidente e Sirat, nonostante premi prestigiosi e ottimi riscontri, riescono a imporsi solo nella categoria dedicata ai film non in lingua inglese. L’agente segreto ottiene una candidatura per la sceneggiatura originale, ma l’esclusione di Wagner Moura dalle categorie attoriali rappresenta uno degli snob più discussi.
A sorprendere è anche l’ottimo risultato di I Swear, uno dei maggiori successi indie britannici dell’anno, che conquista ben cinque nomination. Spiccano soprattutto quelle nelle categorie interpretative, con Robert Aramayo candidato sia come miglior attore protagonista sia come Rising Star, e Peter Mullan in lizza come miglior attore non protagonista accanto a nomi di primo piano del cinema internazionale.
A chiudere l’annuncio delle nomination c’è stato infine un momento tanto curioso quanto memorabile. David Jonsson, presente sul palco dei BAFTA in qualità di presentatore insieme ad Aimee Lou Wood, ha scoperto in diretta la candidatura del suo film Wasteman come miglior esordio di uno scrittore, regista o produttore britannico. Un riconoscimento accolto con compostezza e professionalità, ma non senza lasciare trasparire una sincera emozione.






