Muore a 56 anni Marjane Satrapi, autrice e regista di Persepolis, un’artista libera che ha raccontato l’Iran con coraggio.
Marjane Satrapi, celebre illustratrice, scrittrice e regista franco-iraniana, è morta all’età di 56 anni. Il suo nome resterà legato soprattutto a Persepolis, l’acclamato film d’animazione tratto dalla sua graphic novel autobiografica, candidato all’Oscar e diventato un simbolo della lotta per la libertà e i diritti delle donne.
L’annuncio della scomparsa è stato diffuso il 3 giugno attraverso un comunicato inviato all’AFP da familiari e amici stretti, in cui si legge che Satrapi è morta “di dolore” a poco più di un anno dalla perdita del marito Mattias Ripa, produttore, attore e sceneggiatore, scomparso l’8 aprile 2025.
Anche l’Eliseo ha reso omaggio all’artista con una nota ufficiale. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ricordato Satrapi come una delle figure più importanti della cultura francese contemporanea, sottolineando il carattere universale della sua opera e il riconoscimento internazionale conquistato nel corso della sua carriera.
Nata a Teheran in una famiglia benestante, Satrapi visse da bambina la rivoluzione islamica del 1979 e l’ascesa al potere dell’Ayatollah Khomeini. Quelle esperienze segnarono profondamente la sua visione del mondo e divennero il cuore della sua produzione artistica. Trasferitasi in Francia nel 1994, ottenne la cittadinanza francese nel 2006, senza mai smettere di denunciare le restrizioni imposte dal regime iraniano.
Il successo mondiale arrivò nel 2007 con Persepolis, diretto insieme a Vincent Paronnaud. Basato sul suo romanzo grafico autobiografico, il film racconta l’infanzia e l’adolescenza dell’autrice nell‘Iran post-rivoluzionario, alternando ironia, satira e riflessioni profonde sulla libertà individuale. L’opera conquistò il Premio della Giuria al Festival di Cannes e una candidatura all’Oscar come miglior film d’animazione.
Nel corso della sua carriera Satrapi ha sempre affrontato con determinazione i temi dell’emancipazione femminile e delle discriminazioni di genere. In un’intervista del 2007 dichiarò: “Vengo da un Paese in cui una donna vale la metà di un uomo, ma non ho mai pensato di valere meno per questo”.
Dopo Persepolis, tornò a collaborare con Paronnaud per Chicken with Plums, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011. Negli anni successivi firmò diversi progetti cinematografici, spaziando tra generi differenti. Tra questi figurano la commedia poliziesca La banda dei Jotas e il biopic Radioactive del 2019, dedicato alla vita della scienziata Marie Curie e interpretato da Rosamund Pike.
Satrapi non nascose mai le difficoltà incontrate dalle donne nell’industria cinematografica. Intervistata sul tema del sessismo a Hollywood, osservò come alle registe fosse spesso negata la fiducia necessaria per dirigere produzioni ad alto budget, evidenziando quanto il cambiamento culturale richieda ancora tempo.
Il suo ultimo lavoro è stato Dear Paris (Paris Paradis), commedia nera uscita nel 2024 e ambientata nella capitale francese. Attraverso una serie di storie intrecciate, il film affronta il rapporto tra la morte e il desiderio di vivere, un tema che attraversa gran parte della sua produzione artistica.
Fino agli ultimi anni Satrapi ha mantenuto un forte impegno civile e politico. Nel 2024 rifiutò la Legion d’Onore, la più alta onorificenza francese, criticando apertamente quella che definì l’ipocrisia della politica di Parigi nei confronti dell’Iran. In una lettera pubblica denunciò il trattamento privilegiato riservato ai figli degli oligarchi iraniani rispetto ai giovani dissidenti che cercavano di raggiungere la Francia.
Con la sua morte scompare una delle voci più originali e coraggiose del panorama culturale internazionale. Attraverso libri, film e interventi pubblici, Marjane Satrapi ha trasformato la propria storia personale in una testimonianza universale di libertà, resistenza e dignità.






