Anthony Ippolito ha raccontato la trasformazione fisica per interpretare Stallone in I Play Rocky e le difficoltà sul set con Butkus.
Interpretare Sylvester Stallone in I Play Rocky ha richiesto ad Anthony Ippolito molto più che riprodurne la voce inconfondibile. Per calarsi nei panni dell’attore che ha dato vita a uno dei personaggi più iconici della storia del cinema, ha dovuto infatti, lavorare a lungo anche sul proprio fisico, trasformando una corporatura esile in una muscolosa e scolpita.
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“Ci sono stati momenti difficili, è stata una vera prova”, ha spiegato Ippolito sabato, durante la proiezione del film all’AFI Fest di Los Angeles, come riportato da Variety. “Ma è soprattutto una questione di costanza. Avevo molto tempo a disposizione, quindi ho affrontato un cambiamento radicale nello stile di vita, facendo di questo percorso una delle mie priorità quotidiane per un lungo periodo”.
Ippolito ha impiegato quasi due anni per passare da circa 68 a 82 chili, seguendo un programma di allenamento alla Gleason’s Gym di Brooklyn. Un cambiamento che non è passata inosservata nemmeno tra amici e familiari, soprattutto perché non tutti erano al corrente della preparazione per il film. “È successo gradualmente, ma a un certo punto un paio di persone hanno iniziato a chiedermi cosa stesse succedendo. Non sapevano che mi stessi preparando per un ruolo e si domandavano perché fossi cambiato così tanto. Io rispondevo semplicemente che andavo in palestra e mangiavo regolarmente”, ha ricordato.
Diretto da Peter Farrelly, I Play Rocky ripercorre la storia della realizzazione di Rocky, il film del 1976 che avrebbe consacrato Stallone, partendo da un progetto che, inizialmente, sembrava avere poche possibilità di convincere Hollywood. Oggi considerato un classico del cinema, il film nacque infatti dalla determinazione dell’attore a portare sullo schermo una storia in cui credeva profondamente, nonostante le difficoltà e le scarse garanzie di successo.
Accanto a Ippolito, il cast comprende AnnaSophia Robb nel ruolo di Sasha, la prima moglie di Stallone, e Stephan James in quello di Carl Weathers. Completano il gruppo Kiki Seto, PJ Byrne, Matt Dillon, Tracy Letts e Jay Duplass.
Tra le sfide affrontate durante le riprese, però, ce n’è stata una decisamente meno prevedibile: conquistare la fiducia di Butkus, il cane di Stallone. Una delle prime scene girate da Ippolito lo vedeva infatti alle prese proprio con l’animale, senza che i due avessero avuto il tempo di familiarizzare. Un dettaglio tutt’altro che secondario, considerando la storia del cane, diventata celebre insieme a quella del film originale.
Prima del successo di Rocky, Stallone era arrivato a vendere Butkus per appena 40 dollari, perché non poteva più permettersi di mantenerlo. Dopo aver venduto la sceneggiatura del film, riuscì a ricomprarlo per 15.000 dollari.
“Non avevo incontrato quel cane prima del giorno precedente alle riprese”, ha rivelato Ippolito. “Non sembrava particolarmente interessato a me, almeno fino a un paio di giorni dopo. Quando ho iniziato a dargli abbastanza bocconcini, ha cominciato ad aprirsi”. Il problema era che Butkus, con i suoi 60-70 chili, non sembrava avere alcuna intenzione di assecondare le esigenze del set. “Non era un mio grande fan, e questo non ha certo aiutato. Faceva quello che voleva, che di solito non era quello che ci aspettavamo da lui”.
Una difficoltà che, alla fine, si è trasformata anche in un’occasione per imparare a gestire gli imprevisti sul set. “A volte sono proprio queste situazioni a regalarti i momenti migliori. Bisogna solo avere pazienza”, ha concluso l’attore.
I Play Rocky arriverà nelle sale italiane il 31 dicembre.






