Bunker arriva a Venezia 83 con Penélope Cruz e Javier Bardem sul red carpet della première: le immagini della serata e del cast.
Il red carpet di Bunker all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, come immortalato per noi dagli scatti di Martina Dal Piano, ha riunito il regista Florian Zeller, con i protagonisti Penélope Cruz e Javier Bardem, affiancati dal resto cast: Paul Dano, Patrick Schwarzenegger e Stephen Graham.
Qui la Recensione: Bunker, recensione: Penélope Cruz e Javier Bardem tra amore, paura e isolamento
Ma è stato soprattutto il momento successivo alla proiezione a segnare la serata veneziana. Durante la standing ovation, durata 15 minuti e mezzo, Penélope Cruz è scoppiata in lacrime e ha baciato il marito e co-protagonista Javier Bardem.
Nel corso dell’ovazione, Cruz ha rivolto un “Grazie!” agli spettatori e si è fermata per stringere la mano a un ammiratore particolarmente entusiasta alle sue spalle. Anche all’uscita dal Palazzo del Cinema l’attrice ha continuato a salutare il pubblico: prima di lasciare il luogo della proiezione si è fermata per rivolgere un “Ciao!” ai fan e ricevere i loro applausi. Florian Zeller ha quindi invitato gli interpreti a farsi avanti uno alla volta per raccogliere l’accoglienza del pubblico.
Il red carpet e la successiva standing ovation hanno così scandito i due momenti principali della première di Bunker: da una parte la presenza del cast davanti ai fotografi, dall’altra la forte risposta del pubblico al termine della proiezione, culminata nell’emozione di Cruz accanto a Bardem.
Bunker è un thriller psicologico che mette al centro una coppia sposata da diciassette anni, Miguel e Sofia. Lui è un affermato architetto, mentre lei lavora nel mondo dell’editoria. Il loro equilibrio, apparentemente solido, comincia però a incrinarsi quando Miguel accetta un incarico tanto prestigioso quanto moralmente ambiguo: progettare un lussuoso bunker di sopravvivenza per un miliardario della tecnologia.
La decisione porta Sofia a interrogarsi non soltanto sulle scelte professionali del marito, ma anche sui valori condivisi e sul futuro del loro matrimonio. Le paure legate a un mondo sempre più instabile — tra crisi, disuguaglianze e timori per il futuro — finiscono così per entrare nella loro vita privata. A fare da contrappunto alla costruzione del bunker è anche il rapporto con un vicino meno abbiente, che diventa una delle crepe attraverso cui emergono le contraddizioni della coppia e della società in cui vive.
Il bunker diventa quindi più di un semplice rifugio fisico: nella visione di Zeller rappresenta anche una sorta di “bunker invisibile”, fatto di privilegi, paure e isolamento. Il regista utilizza la crisi matrimoniale per interrogarsi su quanto sia possibile proteggersi dal mondo senza finire per allontanarsi dagli altri e, soprattutto, dalla persona che si ha accanto.




















































