Il red carpet di Gentle Monster ha illuminato la Croisette nella serata del 15 maggio, durante la 79ª edizione del Festival di Cannes. Tra flash, fotografi e pubblico in attesa davanti al Palais des Festivals, di cui vi mostriamo le foto scattate per noi da Martina Dal Piano, la première del nuovo film di Marie Kreutzer ha attirato grande attenzione, soprattutto per la presenza di Léa Seydoux e Catherine Deneuve, protagoniste della pellicola insieme all’attrice tedesca Jella Haase. Léa Seydoux è stata tra le più fotografate della serata, mentre Catherine Deneuve ha conquistato il tappeto rosso con la sua eleganza senza tempo.




Dietro il glamour della première, però, Gentle Monster affronta un tema complesso e profondamente delicato. Il film infatti segue Lucy Weiss, cantante e pianista interpretata da Léa Seydoux, la cui vita cambia improvvisamente quando il marito Philip, un regista interpretato da Laurence Rupp, viene indagato dopo il ritrovamento di materiale pedopornografico sul suo computer.
Per Marie Kreutzer il progetto ha assunto un significato ancora più forte dopo lo scandalo che nel 2023 travolse Florian Teichtmeister, protagonista di Corsage, accusato di possesso di materiale pedopornografico proprio mentre il film era impegnato nella corsa ai premi internazionali. La regista ha raccontato che la sceneggiatura di Gentle Monster era già stata scritta prima che il caso emergesse pubblicamente.
L’idea del film nasce di fatto nel 2020 dopo la lettura di un lungo articolo giornalistico dedicato a questi reati. Quel testo colpì profondamente Kreutzer, spingendola ad approfondire il tema anche attraverso incontri con investigatori specializzati. Quando esplose il caso Teichtmeister, la regista pensò inizialmente di abbandonare il progetto, temendo che il film sarebbe stato inevitabilmente associato alla vicenda reale. Poi cambiò idea, convincendosi che raccontare questa storia fosse ancora più necessario.
Per Kreutzer, Gentle Monster parla soprattutto della difficoltà di accettare verità scomode e della tendenza a ignorare i segnali quando riguardano persone considerate affidabili o amate, a tal proposito al centro del film c’è il tema della vergogna: quella che porta a distogliere lo sguardo e a evitare il confronto con realtà dolorose.
Il titolo del film “mostro”, suggerisce la regista, non è necessariamente una figura oscura e lontana, ma può avere un volto rassicurante, gentile, perfettamente integrato nella quotidianità.
Nel racconto trovano spazio anche altre figure femminili, come la poliziotta interpretata da Jella Haase, incapace di affrontare gli abusi commessi dal padre nei confronti della sua badante. Una sottotrama che riflette il modo in cui spesso le persone preferiscono ignorare ciò che potrebbe mettere in crisi il proprio equilibrio familiare o emotivo.
Accanto a Lucy c’è poi Eloise, la madre interpretata da Catherine Deneuve: una donna forte e indipendente, convinta che una donna debba mantenere la propria autonomia anche all’interno di una relazione. Attraverso questo rapporto madre-figlia, il film affronta anche il tema dell’indipendenza femminile e delle difficoltà che molte donne incontrano nel conciliare lavoro, maternità e vita privata — riflessioni che la stessa Kreutzer collega apertamente alla propria esperienza personale.






