Cannes 79 - Fatherland - red carpet - TFoto Martina Dal Piano - Think Movies

Cannes 79: Fatherland, Pawlikowski sul red carpet con il cast, le foto della première

Cannes 2026, Pawlikowski e cast di Fatherland sul red carpet: foto esclusive di Hüller e Zischler in una première attesissima.

Tra i titoli più attesi della 79ª edizione del Festival di Cannes, Fatherland segna il ritorno di Paweł Pawlikowski (Ida, Cold War) in Concorso e riporta il regista sulla Croisette del Palais des Festivals, dopo il successo internazionale del suo precedente film. Accanto a lui sul tappeto rosso, di cui vi mostriamo le foto scattate per noi da Martina Dal Piano, un cast internazionale guidato da Sandra Hüller (La zona d’interesse, Anatomia di una caduta) e Hanns Zischler, insieme ad August Diehl, Devid Striesow e Anna Madeley.

Cannes 79 - Fatherland - red carpet - TFoto Martina Dal Piano - Think Movies
Cannes 79 - Fatherland - red carpet - TFoto Martina Dal Piano - Think Movies
Cannes 79 – Fatherland – red carpet – TFoto Martina Dal Piano – Think Movies
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Cannes 79 - Fatherland - red carpet - TFoto Martina Dal Piano - Think Movies
Cannes 79 - Paweł Pawlikowski - Sandra Huller - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Cannes 79 - August Diehl - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Fatherland - Cannes 79 - red carpet - Foto Martina Dal Piano per Think Movies
Hanns Zischler - Cannes 79 - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Cnnes 79 - Sandra Huller - Hanns Zischler - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Cannes 79 - Sandra Hüller - red - carpet - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Sandra Hüller - Cannes 79 - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
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Al centro della storia c’è un viaggio che è insieme fisico ed emotivo. La sceneggiatura, firmata da Paweł Pawlikowski con Henk Handloegten, segue Thomas Mann (Zischler), premio Nobel per la letteratura, e sua figlia Erika (Hüller) attraverso una Germania del 1949 ancora profondamente segnata dalle ferite della guerra. A bordo di una Buick nera, padre e figlia attraversano un Paese diviso tra la Francoforte sotto influenza americana e la Weimar controllata dai sovietici, in un percorso che trasforma il ritorno alle origini in un confronto diretto con ciò che la Storia ha lasciato dietro di sé.

Paweł Pawlikowski - Cannes 79 - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Paweł Pawlikowski – Cannes 79 – Foto Martina Dal Piano per Think Movies
Cannes79 - Sandra Hüller - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Cannes79 – Sandra Hüller – Foto Martina Dal Piano per Think Movies

Dentro questo movimento si inserisce il lavoro della Hüller, che costruisce una figlia complessa, devota e divisa, sospesa tra l’ammirazione per il padre e un conflitto mai risolto con la sua figura ingombrante e narcisista. Accanto a lei, Zischler dà corpo a un ritratto altrettanto stratificato, dando vita a un rapporto familiare teso ma profondamente umano, attraversato dal peso dell’eredità e dalla difficoltà di fare i conti con il passato. Il loro legame diventa il centro emotivo del film, che intreccia memoria, colpa, morte e fratture ideologiche nel pieno della Guerra Fredda.

Cannes 79 - Paweł Pawlikowski - Sandra Huller - Foto Martina Dal Piano - Think Movies
Cannes 79 – Paweł Pawlikowski e Sandra Huller – Foto Martina Dal Piano per Think Movies
Devid Striesow - Cannes 79 - Fatherland - Foto Martina Dal Piano per Think Movies
Devid Striesow – Cannes 79 – Fatherland – Foto Martina Dal Piano per Think Movies

La proiezione al Grand Palais è stata accolta da una standing ovation di cinque minuti. Particolarmente forte la reazione del pubblico nelle sequenze più intense, come una telefonata a distanza e lo scoppio d’ira della protagonista contro il padre. In quei momenti, anche la consueta compostezza di Hüller sembra incrinarsi, lasciando emergere una fragilità rara, amplificata dall’energia della sala.

Girato in bianco e nero, in continuità con la ricerca estetica dei lavori precedenti di , Fatherland prosegue un cinema fatto di sottrazione, atmosfera e rigore visivo. Il regista ritrova la sua squadra creativa storica: il direttore della fotografia candidato all’Oscar Łukasz Żal, la costumista Aleksandra Staszko, il montatore Piotr Wójcik, gli scenografi Katarzyna Sobańska e Marcel Sławiński e il compositore Marcin Marsecki, consolidando un’identità stilistica ormai riconoscibile.

Con una durata di 82 minuti, che è anche il più breve in concorso in questa edizione del festival Pawlikowski con Fatherland prosegue idealmente il percorso iniziato con Ida e Cold War, tornando a interrogare identità, colpa e memoria in un’Europa del dopoguerra frammentata, dove le scelte individuali si intrecciano in modo inevitabile con le grandi fratture della Storia.


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