Park Chan-wook spiega perché la giuria di Cannes 79 ha assegnato diversi premi ex aequo tra regia, attori e attrici.
Il regista sudcoreano Park Chan-wook, presidente della giuria del 79esimo Festival di Cannes, ha spiegato le motivazioni che hanno portato all’assegnazione di diversi premi ex aequo durante questa edizione del festival.
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La conferenza stampa finale, tradizionalmente uno dei momenti più interessanti di Cannes perché permette di capire il dietro le quinte delle decisioni della giuria, fotografata per noi da Martina Dal Piano, è stata però inizialmente piuttosto superficiale, con domande leggere e poco spazio per approfondire davvero il processo di scelta dei vincitori. Solo verso la fine è arrivata una domanda più significativa: perché la giuria aveva deciso di assegnare premi condivisi in categorie importanti come Miglior regia, Miglior attore e Miglior attrice?
Per il premio alla Miglior regia, la giuria ha scelto di premiare sia Javier Calvo e Javier Ambrossi per La Bola Negra, sia Paweł Pawlikowski per Fatherland. Un doppio riconoscimento che, secondo Park Chan-wook, è nato dall’impossibilità di stabilire una preferenza netta: entrambi i lavori sono sembrati alla giuria eccezionali sul piano registico e nessuno è riuscito a prevalere davvero sull’altro.
Anche il premio per il Miglior attore è stato assegnato ex aequo ai protagonisti di Coward di Lukas Dhont, Emmanuel Macchia e Valentin Campagne. Lo stesso è accaduto per la categoria Miglior attrice, condivisa da Virginie Efira e Tao Okamoto per All Of A Sudden.
Rispondendo alle critiche e ai dubbi sulle numerose parità, Park Chan-wook ha sottolineato che, guardando i film premiati, sarebbe facile comprendere il motivo delle scelte della giuria. A suo avviso, le interpretazioni e il lavoro dei registi erano talmente forti da rendere impossibile una decisione definitiva.
Anche la regista e membro della giuria Chloé Zhao ha spiegato il senso emotivo di queste decisioni. Zhao ha raccontato che la giuria è rimasta profondamente colpita dai rapporti umani raccontati nei film premiati, soprattutto dalla delicatezza e dalla tenerezza delle relazioni mostrate sullo schermo. In un periodo storico in cui le persone sembrano sempre più distanti e sole, proprio quell’umanità condivisa avrebbe convinto i giurati a premiare più interpreti insieme.

Park Chan-wook ha poi chiuso la conferenza con una battuta ironica sul premio più importante del festival: “Non volevo assegnare la Palma d’Oro a nessuno dei film, perché è un premio che io non ho mai ricevuto. Ma non avevo altra scelta”.




































