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Chad Powers, Glen Powell: “Dietro la maschera una storia umana di redenzione”

Glen Powell ha racconta Chad Powers: tra protesi, identità fittizia e redenzione, la serie Hulu esplora rimpianti e natura umana.

Glen Powell ha raccontato il lavoro dietro Chad Powers durante il panel Contenders TV di Deadline, spiegando come il progetto lo abbia messo di fronte a dubbi e sfide fin dall’inizio, soprattutto per il pesante uso di protesi con cui interpreta il protagonista.

“Penso che sia sempre positivo andare al lavoro con un po’ di timore”, ha dichiarato Glen Powell, che è anche co-creatore, produttore esecutivo e protagonista della serie. “Ci si deve chiedere: “È la migliore o la peggiore idea possibile?”. Con Chad Powers è stato proprio così: mi presento, indosso una maschera, un accento assurdo e cerco di rendere credibile una premessa piena di insidie”.

Powell ha poi ricordato il primo incontro creativo con il co-creatore e produttore esecutivo Michael Waldron: “Il miglior “primo appuntamento” della mia vita è stato con lui su Zoom. Abbiamo parlato dei film che amiamo e soprattutto di storie sportive ispiratrici, che oggi si vedono sempre meno. L’idea di un ragazzo con una maschera che entra nel football universitario è qualcosa di estremamente competitivo e reale”.

Waldron ha spiegato il concept alla base della serie, paragonandolo a una storia di redenzione: “All’inizio sembra molto diverso, ma come Loki è una storia di redenzione. Mi interessava soprattutto quanto le persone, soprattutto gli uomini, siano disposte a fare pur di non assumersi le proprie responsabilità. È più facile nascondersi dietro una nuova identità che dire “ho sbagliato”.”

Lo sceneggiatore ha anche aggiunto che la serie gioca con l’idea di identità fittizia, portando al limite il concetto visto in film come Mrs. Doubtfire: “Volevamo capire cosa succede dopo, quali sono le vere conseguenze di vivere una falsa identità”.

Powell ha poi sottolineato come, approfondendo il personaggio, la storia sia diventata sempre più umana: “Più scrivevamo, più scoprivamo una storia ricca di sfumature. È stata una scelta folle, ma anche profondamente umana. Mi ha entusiasmato sia come attore che come sceneggiatore, e ci ha spinto a costruire un cast capace di renderla credibile”.

Infine, l’attore ha riassunto il cuore della serie: “È un tema universale. Tutti hanno rimpianti, tutti vorrebbero cambiare qualcosa del passato. Questa storia mostra come qualcuno affronta quei rimpianti, anche in modo imperfetto. È un concetto strano, ma proprio per questo molto riconoscibile per il pubblico”.


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