Le ulteriori disavventure di Cliff Booth

Da 230 a 170 pagine: come Fincher ha ridotto la sceneggiatura di Tarantino su Cliff Booth

David Fincher racconta come ha lavorato sulla sceneggiatura di Tarantino per riportare Brad Pitt nei panni di Cliff Booth.

David Fincher ha riscritto in parte il ritorno di Cliff Booth sul grande schermo, tagliando circa 60 pagine dalla sceneggiatura originale di Quentin Tarantino. La prima bozza di Le ulteriori disavventure di Cliff Booth, sequel di C’era una volta a…Hollywood con Brad Pitt, contava infatti 230 pagine, praticamente l’equivalente di due film. “La prima bozza che ho letto era di 230 pagine. Era praticamente l’equivalente di due film”, ha raccontato Fincher come riportato da Variety.

Il film dura circa due ore e venti minuti e vede Pitt tornare a interpretare lo stuntman hollywoodiano, ruolo che gli è valso l’Oscar. Più che la trama, a interessare Fincher era la possibilità di esplorare i personaggi e le loro relazioni nella Hollywood degli anni Settanta. “Mi piaceva l’idea che fosse una storia ambientata attorno a un falò”, ha dichiarato il regista. “Non era tanto la trama a interessarmi, quanto piuttosto il modo in cui i protagonisti si sarebbero incontrati nei vicoli di Hollywood nel 1977”.

Tarantino ha affidato la regia a Fincher dopo aver deciso di non dirigere personalmente il film. Inizialmente aveva preso in considerazione il progetto come possibile seguito del suo successo del 2019, ma alla fine ha scelto di non realizzare un sequel che avrebbe potuto rappresentare il suo decimo e, potenzialmente, ultimo film. Brad Pitt, che aveva già lavorato con Fincher in Se7en, Fight Club e Il curioso caso di Benjamin Button, ha contribuito a coinvolgere il regista nel progetto.

Fincher ha raccontato la ricerca di un equilibrio tra le visioni creative dello sceneggiatore, del regista e dell’attore protagonista. “Da qualche parte, in quel diagramma di Venn, c’era ciò che Brad voleva fare, ciò che volevo fare io e ciò che voleva fare Quentin”, ha spiegato. “Non “ciò che volevamo fare”, ma le aree su cui ci saremmo concentrati”.

Ambientato nel 1977, otto anni dopo gli eventi di C’era una volta a…Hollywood, il film segue Cliff Booth mentre lavora come risolutore di problemi a Hollywood. Mentre il capitolo originale si concentrava sul rapporto tra Booth e Rick Dalton, l’attore televisivo in declino interpretato da Leonardo DiCaprio, il sequel si ispira maggiormente alla narrativa poliziesca, in particolare alle opere dello scrittore Elmore Leonard. Il suo romanzo Rum Punch ha costituito la base per Jackie Brown, diretto da Tarantino nel 1997.

Tarantino ha sottolineato le differenze tra i due film anche per il tipo di esperienza che propongono al pubblico. “Non lo considero affatto un film da guardare mentre si passa del tempo insieme”, ha dichiarato. “C’era una volta a… Hollywood era un film da guardare mentre si passava del tempo, ma sai già che andrai a Cielo Drive [il luogo degli omicidi di Manson]. Ha una sua forza, quindi non avevo bisogno di una trama complessa. Questa sceneggiatura era molto diversa…Per me, aveva il sapore di un romanzo tascabile di Elmore Leonard, con un’atmosfera da romanzo poliziesco”.

C’era una volta a…Hollywood, interpretato anche da Leonardo DiCaprio e Margot Robbie, aveva ottenuto dieci candidature agli Oscar, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia. Pitt aveva vinto l‘Oscar come miglior attore non protagonista nel 2020 proprio per la sua interpretazione di Cliff Booth.

Il nuovo film sarà proiettato in esclusiva per due settimane in formato IMAX a livello mondiale, a partire dal 25 novembre, prima di arrivare su Netflix il 23 dicembre.


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