Daredevil: Born Again 2

Daredevil: Born Again 2, come è nata la spettacolare scena del corridoio del finale

Il regista Philip J. Silvera racconta la realizzazione della scena nel finale della seconda stagione di Daredevil: Born Again.

La tradizione delle iconiche scene di combattimento nei corridoi torna protagonista nel finale della seconda stagione di Daredevil: Born Again. L’episodio conclusivo della serie Disney+ si chiude infatti con una lunga e spettacolare sequenza d’azione che, come rivelato dal regista delle scene stunt Philip J. Silvera, ha richiesto tre giorni di preparazione ma soltanto una giornata di riprese.

Il finale segue Matt Murdock, interpretato da Charlie Cox, mentre cerca di raggiungere il tribunale dopo essere stato ferito da un colpo d’arma da fuoco nell’episodio precedente. Arrivato in aula durante il processo, l’avvocato e vigilante sorprende tutti rivelando pubblicamente la sua vera identità: lui è Daredevil. Una confessione che cambia completamente gli equilibri del procedimento giudiziario.

Nel frattempo Heather Glenn e Wilson Fisk testimoniano in tribunale. Quando il caso contro Kingpin viene archiviato, il procuratore generale interviene ordinandogli di lasciare la carica di sindaco. Prima di essere estromesso, però, Fisk scatena il caos, incitando una vera e propria rivolta: da una parte la sua task force anti-vigilanti marcia verso il tribunale, dall’altra i sostenitori di Daredevil rispondono indossando maschere rosse e scendendo in strada.

Parlando della realizzazione delle sequenze d’azione, Silvera ha spiegato di aver avuto tre giorni per preparare ogni combattimento principale: tre dedicati alle scene di Daredevil e altri tre a quelle di Kingpin. Nonostante il poco tempo a disposizione, tutte le sequenze sono state girate in una sola giornata ciascuna.

Per costruire il confronto tra i due personaggi, il regista ha voluto sottolineare ciò che li accomuna. Secondo Silvera, come riportato da Variety, Daredevil e Kingpin condividono lo stesso amore per New York e desiderano entrambi proteggerla, ma seguono percorsi completamente opposti. Ed è proprio questa contraddizione a rappresentare il cuore del loro scontro.

Pur avendo già lavorato alla prima stagione della serie originale, Silvera ha ribadito che l’obiettivo non è mai stato quello di rendere le scene sempre più grandi o spettacolari. L’aspetto più importante resta la narrazione: ogni pugno, ogni movimento e ogni scelta coreografica devono essere guidati dalle emozioni dei personaggi.

Questo concetto emerge in particolare nelle scene dedicate a Fisk. Dopo aver trascorso l’intera stagione cercando di mantenere il controllo come sindaco di New York, il personaggio interpretato da Vincent D’Onofrio perde completamente la calma nel finale. Silvera descrive un Kingpin dominato dalla rabbia, più pericoloso che mai. Fin dai primi istanti del combattimento nel corridoio, la sua forza e la sua brutalità diventano evidenti, contribuendo a creare un senso di tensione e oppressione.

La rivolta in tribunale si intreccia inoltre con le azioni della task force anti-vigilantes e permette l’ingresso di altri personaggi molto attesi. Tra questi c’è Jessica Jones, interpretata da Krysten Ritter, che torna ad affiancare Matt Murdock durante il caos. Silvera ha raccontato di aver apprezzato particolarmente la collaborazione con l’attrice, con la quale non aveva mai lavorato prima.

Nella sequenza compare anche White Tiger, interpretata da Camila Rodriguez, descritta dal regista come una presenza scenica straordinaria. Attraverso l’azione, il finale mostra le differenze tra i vari protagonisti: Matt e Jessica cercano innanzitutto di proteggere i civili e i giornalisti presenti sul posto, mentre Fisk affronta la situazione con una violenza sempre crescente.

Silvera sottolinea inoltre come la scena evidenzi il graduale ritorno della piena forza di Jessica Jones. Durante il combattimento la vediamo recuperare progressivamente le sue capacità, alternando momenti di grande potenza fisica a gesti che riflettono la sua personalità. Il contrasto tra il modo in cui lei e Fisk utilizzano la forza diventa uno degli elementi più interessanti dell’intera sequenza.

Dopo oltre dieci anni di collaborazione con Charlie Cox e Vincent D’Onofrio, Silvera conosce perfettamente le capacità dei due attori e sa fino a che punto può spingerli nelle scene d’azione. Lo stesso vale per Krysten Ritter, che si è dimostrata molto coinvolta nel lavoro fisico richiesto dal ruolo. Secondo il regista, il cast esegue direttamente tra il 90 e il 95 per cento delle sequenze, lasciando alle controfigure soltanto i momenti più rischiosi.

Un impegno che contribuisce a rendere ancora più autentica una delle scene più ambiziose e spettacolari dell’intera seconda stagione di Daredevil: Born Again, confermando ancora una volta quanto l’azione della serie sia strettamente legata alla crescita e alle emozioni dei suoi personaggi.


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