La Valle dell'Eden serie Netflix

East of Eden sorprende su Netflix: la crescita del pubblico è seconda soltanto a quella di Adolescence

East of Eden cresce su Netflix e sfiora i risultati di Adolescence: il successo della serie rilancia anche il romanzo di Steinbeck.

Non tutte le serie conquistano il pubblico al momento del debutto. A volte il successo arriva gradualmente, settimana dopo settimana, come sta accadendo a East of Eden, l’adattamento del celebre romanzo di John Steinbeck realizzato da Zoe Kazan. La miniserie Netflix, partita con numeri piuttosto contenuti, ha continuato infatti ad attirare spettatori, registrando una crescita che, tra le produzioni recenti della piattaforma, ha un solo precedente: Adolescence.

Qui la Recensione: La valle dell’Eden, recensione: una storia che continua a cambiare volto

Secondo i dati ottenuti in esclusiva da Deadline, East of Eden ha raggiunto nella quarta settimana un totale di 28,9 milioni di visualizzazioni, contro i 6,5 milioni registrati al debutto. Si tratta di una crescita pari a 4,4 volte il pubblico iniziale. Tra le 11 miniserie uscite dal 2025 e rimaste nella Top 10 delle serie in lingua inglese per tutte e quattro le settimane, soltanto Adolescence ha fatto meglio, con un incremento di 4,7 volte. Nel gruppo rientrano anche titoli come His & Hers, Il signore delle mosche, Ti troverò, Vladimir e Death by Lightning.

Per Zoe Kazan, uno degli obiettivi principali del progetto era avvicinare il pubblico a un’opera letteraria considerata un classico, ma che non tutti si sentono spinti a leggere. “Credo che abbiamo questa idea collettiva errata che i “grandi libri” siano noiosi e polverosi, come mangiare gli spinaci. Ma la maggior parte dei libri che consideriamo classici hanno resistito alla prova del tempo per un motivo: perché sono avvincenti, emozionanti e pieni del dramma selvaggio dell’essere umano. Uno dei miei obiettivi nel realizzare questa serie era quello di abbassare un po’ la barriera d’ingresso, per permettere a più persone di sentire che East of Eden può contenere qualcosa di potente proprio per loro”, ha raccontato a Deadline. La sceneggiatrice riconosce, tuttavia, che neppure tutta la cura dedicata alla realizzazione di una serie può garantire che il pubblico scelga di guardarla.

Uscita il 1° ottobre, East of Eden aveva raggiunto il primo posto nella classifica delle serie in lingua inglese già nella settimana del debutto, nonostante fosse disponibile da appena quattro giorni. I 6,5 milioni di visualizzazioni iniziali rappresentavano però un risultato contenuto, tanto da renderla il debutto al primo posto con il minor numero di visualizzazioni dalla fine di marzo. La serie ha comunque continuato a guadagnare spettatori, entrando nella Top 10 di 86 Paesi e mantenendo, alla quarta settimana, il sesto posto con altri 3,6 milioni di visualizzazioni.

Il successo dell’adattamento ha riportato l’attenzione anche sul romanzo originale di Steinbeck, pubblicato 74 anni fa. Secondo Penguin Classics, le vendite del libro sono aumentate di quasi il 200% in tutti i formati e la casa editrice ha dovuto ristamparlo 25 volte nel corso dell’anno per rispondere alla domanda. Il romanzo ha inoltre raggiunto il primo posto nella classifica dei bestseller di Amazon e il ventunesimo in quella di USA Today, mentre gli ascolti degli audiolibri su Spotify da parte di nuovi ascoltatori sono cresciuti del 156%.

Jinny Howe, responsabile delle serie sceneggiate UCAN di Netflix, ha spiegato che la scelta di affidare un progetto tanto ambizioso a Zoe Kazan è legata al suo rapporto personale con il materiale originale. “Considerato quanto questi classici siano amati e intramontabili, il livello di aspettative è alto quando si pensa a un adattamento. Per me, tutto parte da un creatore che abbia un punto di vista unico e un legame autentico e personale con il materiale. Per East of Eden, quel creatore è Zoe”, ha spiegato.

Kazan, considerata una voce emergente, aveva già lavorato a due film indipendenti, Wildlife e Ruby Sparks, oltre ad aver scritto quattro opere teatrali. Nonostante un’esperienza ancora limitata rispetto alla portata di un progetto come East of Eden, Netflix ha scelto di affidarle le redini dell’adattamento. Howe ha sottolineato come la sceneggiatrice conoscesse il romanzo da tutta la vita e fosse arrivata con una visione precisa di come raccontarlo al pubblico contemporaneo. In particolare, aveva sempre immaginato Cathy al centro della vicenda, offrendo una prospettiva che né i lettori né gli spettatori del precedente adattamento cinematografico avevano avuto modo di conoscere. Howe ha inoltre elogiato il lavoro svolto nell’ampliare la storia di Lee e la risposta del pubblico all’interpretazione di Hoon Lee, che nella serie rappresenta la bussola morale della famiglia.

La fiducia di Netflix nei confronti di Kazan non si ferma a East of Eden. La sceneggiatrice sta lavorando all’adattamento televisivo di Lonesome Dove, il classico romanzo di Larry McMurtry, insieme a Jeb Stuart, già suo co-showrunner nella miniserie tratta dall’opera di Steinbeck.

Parlando del proprio approccio agli adattamenti letterari, Kazan ha svelato di non considerare necessario riprodurre fedelmente ogni elemento del libro, ma di voler trovare una prospettiva capace di restituire la storia attraverso un linguaggio diverso. A questo proposito, ha ricordato un consiglio ricevuto da Richard Ford, autore di Wildlife, durante il lavoro di adattamento del romanzo insieme al compagno Paul Dano. “Lui ci disse: “Il mio libro è il mio libro e il vostro film sarà il vostro film”. Credo che ci stesse dando il permesso di seguire i nostri impulsi creativi, ovunque ci avrebbero portato. Il libro esiste, e quindi non ha bisogno di essere duplicato; in realtà non può esserlo, dato che la storia viene espressa attraverso un mezzo completamente diverso”, ha raccontato.

Tra gli adattamenti che considera particolarmente riusciti, Kazan ha citato The Ice Storm, Il paziente inglese, Romeo + Giulietta, Clueless, Wonder Boys, Casa Howard, Ghost World e Il dolce domani. Opere che, a suo giudizio, dimostrano come sia possibile trovare un equilibrio tra il rispetto del materiale di partenza e la libertà creativa. “Adoro l’esperienza di ritrovare materiale che ho già letto, attraverso la prospettiva di qualcun altro, e scoprirvi qualcosa di nuovo”, ha aggiunto.

Nel frattempo, East of Eden continua a raccogliere consensi dalla critica e dal pubblico, trovando spazio anche sui social. Su TikTok si sono diffuse le ricreazioni dei look di Cathy Ames per Halloween, mentre la colonna sonora della serie sta circolando su Instagram Reels.

Quanto ai prossimi progetti della piattaforma, Howe ha svelato che la crescita della miniserie non ha modificato la strategia di Netflix. L’obiettivo resta sostenere autori con una visione riconoscibile e qualcosa da raccontare, indipendentemente da quanto tempo sia passato dalla pubblicazione dell’opera originale. Una filosofia che si ritroverà anche nei prossimi adattamenti di Orgoglio e pregiudizio, in arrivo a dicembre, e L’età dell’innocenza, previsto per il prossimo anno. “Non possiamo prevedere come questi progetti saranno accolti dal pubblico, ma siamo orgogliosi dell’approccio e dell’ambizione creativa che li animano”, ha concluso.


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