Le showrunner di Elle raccontano Lexi Minetree, l’ultimo ruolo di James Van Der Beek e il finale del suo personaggio.
Tra nostalgia anni ‘90, colpi di scena e un omaggio commovente a James Van Der Beek, Elle ha conquistato il pubblico fin dal debutto su Prime Video. Il prequel di Legally Blonde, che racconta gli anni del liceo di Elle Woods, non solo è partito con ottimi risultati, ma è stato anche rinnovato per una seconda stagione ancora prima dell’uscita della prima.
Un voto di fiducia che, a quanto pare, è stato pienamente ripagato, e a tal proposito, le showrunner Laura Kittrell e Caroline Dries hanno raccontato il dietro le quinte della serie, soffermandosi sulla sorprendente interpretazione della protagonista Lexi Minetree, sull’atmosfera anni ‘90 che permea ogni episodio e sull’ultimo lavoro di James Van Der Beek, scomparso nel febbraio 2026 all’età di 48 anni.
Prima ancora del debutto, le due autrici si sono trovate in una situazione insolita: promuovere la serie senza rivelare dettagli della seconda stagione, già completata. “Tutto il cast era nel panico”, ha raccontato Kittrell. “Nessuno ricordava più cosa appartenesse alla prima stagione e cosa fosse uno spoiler della seconda”.
Ambientata nel 1995, Elle segue una giovanissima Elle Woods, interpretata dall’esordiente Lexi Minetree, costretta a lasciare la sua vita a Bel-Air per trasferirsi a Seattle dopo uno scandalo professionale che coinvolge il padre, il chirurgo plastico Wyatt. In una città dominata dalla cultura grunge, la ragazza deve trovare il proprio posto, affrontare nuove amicizie, i primi amori e persino un mistero legato alla sottrazione di fondi scolastici.
Uno degli elementi che più ha sorpreso il pubblico è stata proprio la performance di Lexi Minetree. Per Kittrell, ogni dubbio è svanito fin dal primo giorno di riprese. “L’ansia più grande era trovare qualcuno che riuscisse davvero a essere Elle Woods. Poi Lexi è arrivata sul set e in pochi minuti abbiamo capito che non dovevamo più preoccuparci.”
Secondo Caroline Dries, non è soltanto la somiglianza con Reese Witherspoon a colpire, ma l’attenzione quasi maniacale ai dettagli. “Il suo sorriso, il modo in cui cammina e perfino come scrive sulla tastiera. Ha studiato il film così tante volte da riprodurre anche quei piccoli gesti che quasi nessuno noterebbe.”
L’amore per gli anni ’90 attraversa tutta la serie. Dai titoli degli episodi ispirati alle battute del film originale ai continui riferimenti alla cultura pop dell’epoca, fino alla colonna sonora. Kittrell ha spiegato che nella stanza degli sceneggiatori esisteva una vera e propria cronologia degli eventi culturali del 1995, consultata continuamente per inserire citazioni e momenti musicali coerenti.
Tra i momenti più riusciti c’è la scena karaoke sulle note di Just a Girl dei No Doubt, scelta perché rappresentava perfettamente il percorso di crescita della protagonista. La sigla, invece, è accompagnata da Fantasy di Mariah Carey, una scelta che secondo le autrici trasporta immediatamente lo spettatore nell’atmosfera del 1995.
Non mancano gli omaggi cinematografici. Un intero episodio richiama The Breakfast Club, ma con una particolarità: gli stessi protagonisti sono consapevoli di star vivendo una situazione identica a quella del celebre film, trasformando il riferimento in una divertente citazione metanarrativa.
Tra le sequenze più discusse c’è anche una battuta piuttosto irriverente sui Nirvana, inserita già nel primo episodio. Le autrici hanno ammesso di essersi chieste a lungo se fosse troppo provocatoria, ma alla fine hanno deciso di mantenerla, considerandola perfettamente in linea con il tono ironico della serie.
Un capitolo particolarmente emozionante riguarda James Van Der Beek, interprete del sovrintendente scolastico Dean Wilson, antagonista principale della stagione. Per Caroline Dries, lavorare con l’attore è stato un privilegio. “Era una persona che ammiravamo da sempre. Sul set è stato incredibilmente gentile con tutti e ha portato il personaggio a un livello superiore.”
Durante le riprese, Van Der Beek stava affrontando le cure per un tumore al colon-retto. Nonostante la malattia, raccontano i produttori, trovava nel lavoro un momento di serenità e desiderava trascorrere il più possibile il tempo insieme al cast e alla troupe.
Il finale del suo personaggio avrebbe dovuto essere molto diverso. Dopo l’arresto di Dean Wilson, la sceneggiatura prevedeva una conclusione più netta e priva di sfumature. Fu proprio Van Der Beek a proporre una modifica.
L’attore telefonò a Caroline Dries durante un fine settimana chiedendo di aggiungere una breve scena con Eva, la madre di Elle. Invece di limitarsi a una battuta di sfida, suggerì che Dean mostrasse rimorso, spiegando di essere stato travolto dalle circostanze e di aver commesso un errore. “Il mio istinto era farlo uscire con una frase più dura”, ha ricordato Dries. “James invece voleva che il personaggio trovasse un momento di umanità. Aveva assolutamente ragione.”
Quella scena, come riportato da Variety, è diventata così l’ultima interpretazione dell’attore, a cui la serie ha dedicato un omaggio speciale nei titoli finali.
Grande spazio è stato dedicato anche ai personaggi adulti, in particolare a Eva, interpretata da June Diane Raphael. Kittrell ha spiegato che l’obiettivo era permettere anche agli spettatori cresciuti con Legally Blonde di riconoscersi in qualcuno della loro età. “La storia di Eva rispecchia quella di Elle. Entrambe devono ricostruire la propria vita dopo un cambiamento improvviso. Cambiano solo l’età e il punto di vista.”
Anche la rappresentazione LGBTQ+ occupa un ruolo importante nella serie attraverso il rapporto tra Liz e Kimberly. Kittrell, che ha raccontato di aver fatto coming out proprio negli anni del primo Legally Blonde, ha spiegato quanto fosse importante offrire ai giovani spettatori quella rappresentazione che lei stessa avrebbe voluto vedere all’epoca.
Infine, le showrunner hanno parlato del futuro della serie. Pur avendo già una seconda stagione pronta, non intendono accelerare il percorso di Elle verso l’università. “Vogliamo prenderci tutto il tempo necessario”, ha concluso Kittrell. “L’idea è raccontare davvero gli anni del liceo di Elle. Andremo avanti finché ci sarà la possibilità di farlo.”






