Euphoria 3

Euphoria 3, riassunto ultimo episodio: la fine di Rue e le conseguenze di una vita spezzata

Il finale di Euphoria 3 tra perdita, vendetta e redenzione: Rue muore lasciando un vuoto, mentre Ali affronta dolore e senso di colpa.

Il finale di Euphoria 3 chiude le principali linee narrative della stagione concentrandosi sugli effetti emotivi e narrativi degli eventi che hanno coinvolto i personaggi. L’episodio, come riportato da Variety, si sviluppa attorno alle conseguenze delle scelte compiute nel corso della storia, mettendo in primo piano le ricadute psicologiche, i legami spezzati e i tentativi di elaborazione del dolore.

Rue Bennett (Zendaya) rimane il centro emotivo della narrazione, anche attraverso la sua assenza, che continua a influenzare profondamente tutti gli altri personaggi e a definire il tono complessivo dell’episodio conclusivo.

La Fuga di Rue e ciò che ne segue

Rue riesce a liberarsi dal controllo del “complesso di Laurie” dopo il tradimento di Faye. Nella fuga viene quasi catturata, ma uno degli scagnozzi la ferma con un lazo. A quel punto interviene G (interpretato da Marshawn Lynch), che elimina l’aggressore e la mette in salvo.

Intanto, il raid della DEA al ranch di Laurie porta a un esito caotico, con quest’ultimo che si suicida per evitare l’arresto, mentre il gruppo di Alamo riesce a fuggire. L’operazione sembra un fallimento totale, perché l’ambulanza intercettata contiene solo un topo morto invece della droga attesa. Alla fine, Alamo capisce che qualcuno li ha anticipati o depistati.

Più tardi G osserva Rue con un misto di sollievo e sarcasmo e la chiama “l’impiegata dell’anno”, riconoscendo a modo suo quanto sia riuscita a cavarsela anche stavolta. Poi si concentra sulle sue ferite e le esamina con attenzione, soffermandosi soprattutto sul brutto taglio che ha sul palmo della mano. Dopo averlo valutato, le offre una compressa di Percocet, avvertendola però di non abusarne: “Quella è per il dolore fisico, non per quella roba che ti va in testa”. Infine le porge anche una boccetta con altre compresse, lasciando a Rue la scelta di come gestirle.

Col senno di poi, le parole di G sembravano quasi fredde o distaccate, ma Rue avrebbe fatto meglio a prenderle sul serio. Qualche tempo dopo, mentre è con Ali, entra in uno stato sempre più instabile dopo aver visto un servizio al telegiornale in cui si annuncia che Fezco sarebbe riuscito a evadere di prigione.

Sconvolta e confusa, Rue scatta e parte alla sua ricerca. Nel caos del momento arriva perfino a forzare un blocco della polizia pur di raggiungere la casa. Una volta dentro, la realtà inizia a confondersi con le sue percezioni: vede sua madre Leslie davanti a sé, e nella sua mente la donna le tende la mano in un gesto di saluto e accoglienza. In realtà, però, si tratta solo di un’ultima distorsione della sua coscienza.

Qualche tempo dopo, Ali trova Rue priva di sensi sul divano. Nota subito le pillole e le esamina con attenzione per verificare cosa contengano; quando il test indica la presenza di sostanze pericolose, la sua reazione è di shock e dolore. Senza perdere tempo, chiama Leslie per informarla della situazione, dando così avvio alle conseguenze tragiche di quanto accaduto.

La resa dei conti di Ali

In una scena intensa, Ali partecipa a una riunione di gruppo in cui racconta di aver ceduto all’alcol mentre stava elaborando il lutto per la morte di un amico. Anche se l’episodio risale a mesi prima, è chiaro che il dolore per Rue è ancora vivo e irrisolto. Ali, infatti, confessa di non sentirsi più parte del programma di recupero, che percepisce come inefficace nel suo caso, perché sta ancora affrontando quella che considera l’ennesima perdita della sua vita.

In un flashback precedente, lo avevamo visto già segnato da altri lutti, tra cui amici che non era riuscito a salvare durante il periodo del COVID, quando la distanza aveva reso impossibile qualsiasi contatto umano reale. In questo stato mentale, Ali arriva a una conclusione netta: “Troverò un altro modo per essere utile”. Subito dopo lo vediamo mentre sega un fucile a pompa, segno di una determinazione ormai radicale.

Il suo percorso lo porta poi al club di Alamo, dove riesce a ottenere un confronto diretto con il boss. La situazione si complica immediatamente quando Alamo usa Maddy (Alexa Demie) come scudo umano per evitare di essere colpito, confermando il sospetto di Ali: non avrebbe mai fatto del male a un innocente.

Alamo impone allora una sorta di duello rituale. La ballerina Kitty (Anna Van Patten) deve far rotolare una bottiglia di champagne lungo il bancone: solo quando questa cadrà e si romperà, i due potranno estrarre le armi. Ma Alamo tradisce subito le sue stesse regole, puntando la pistola contro Ali prima del segnale e premendo il grilletto.

L’arma, però, è scarica. Ali capisce immediatamente il tradimento e guarda Bishop (Darrell Britt-Gibson), intuendo che è stato lui a rimuovere i proiettili. Con freddezza, inizia a dire: “Ci vediamo all’inferno, figlio di…” prima che il suo colpo parta per primo e metta fine allo scontro.

Con la morte di Alamo, l’atmosfera nel club si spezza: le ballerine, una dopo l’altra, iniziano a uscire lentamente, mentre il caos lascia spazio a un silenzio irreale.

Finali degli altri personaggi

Maddy si ritrova al club di Alamo nel tentativo di saldare il debito contratto per liberare Nate (Jacob Elordi) nell’episodio precedente. Prima di uscire, lascia Cassie a casa dicendole di non aspettarla sveglia, perché rientrerà tardi. Dopo la morte di Alamo, il suo destino rimane incerto, ma sembra che la situazione violenta che la circondava le abbia comunque restituito una forma di libertà.

Cassie, invece, appare in una fase di apparente quiete dopo la morte del marito Nate, anche se evita ancora di parlarne apertamente. Durante una conversazione con la sorella Lexi (Maude Apatow), risponde in modo evasivo a una domanda sulla scomparsa di Nate: “Non mi piace pensarci”.

Cassie immagina un nuovo futuro nella villa che condivideva con lui, trasformandola in una sorta di “hype house” per modelle di OnlyFans, arrivando persino a proporre a Lexi di occuparsi della scrittura delle loro storie. Lexi, però, capisce subito che quel mondo non le appartiene.

Quando resta sola, Cassie si siede sul letto che un tempo divideva con Nate. Illuminata dalla luce ad anello delle sue registrazioni, trattiene a fatica le emozioni: deglutisce, cerca di resistere al pianto, ma una lacrima le scende sul viso mentre osserva una foto di loro due insieme. La camera si allontana e rivela la casa per ciò che sembra davvero: una sorta di casa delle bambole, in cui Cassie continua a recitare una parte, anche quando è sola.

Lexi, nel frattempo, sembra attraversare un momento più consapevole. Ha letto la Bibbia che Rue le aveva lasciato, in un periodo in cui quest’ultima stava riscoprendo la fede. Ripensando al passato, ammette di aver giudicato Rue troppo duramente. “Avrei potuto lasciar correre le cose”, dice con rimpianto.

Cassie le risponde con amarezza: “Non importa come finiscono le cose. Fa comunque schifo”, riferendosi al dolore dell’abbandono da parte del padre. Eppure, tra loro due nasce un piccolo spazio di comprensione reciproca, come se condividere quel peso lo rendesse appena più sopportabile.

In mezzo a tutto questo, anche l’arte diventa un rifugio: in una breve sequenza, vediamo Jules (Hunter Schafer) mentre dipinge un ritratto di Rue, come a fissarne l’immagine in qualcosa che possa restare.

Un ultimo tributo

Nella sequenza finale dell’episodio, Ali si reca alla fattoria che Rue aveva visitato nella prima puntata della stagione, quando attraversava il confine tra Messico e Stati Uniti come corriere della droga, alla ricerca di un momento di salvezza e senso. In quel luogo aveva incontrato una famiglia che, con la loro serenità e gentilezza, l’aveva spinta a riflettere sulla fede e sulla possibilità di una vita diversa.

Quando Ali arriva, si presenta alla famiglia dicendo: “Mia figlia è stata qui qualche tempo fa”. Loro la ricordano con affetto e chiedono sue notizie. Ali, con dolore composto, risponde semplicemente: “Ora è in un posto migliore”.

La famiglia allora lo invita a unirsi a loro per un momento di preghiera prima del pasto, lasciando simbolicamente un posto vuoto a tavola. Ali si siede proprio davanti a quella sedia, dedicata a Rue.

Per un attimo, la realtà sembra cambiare: Ali immagina Rue seduta lì. Alle sue spalle, una grande finestra si apre su un paesaggio sconfinato di terra e cielo, quasi sospeso tra realtà e visione, come una terra di confine tra vita e aldilà. Rue appare serena, con un sorriso leggero e quasi infantile, libero da ogni peso.

La sua voce si sovrappone alla scena in chiusura: “Che Dio ci benedica tutti”. È l’ultima frase, che accompagna la fine della sua storia e dell’episodio, lasciando dietro di sé un senso di pace fragile e malinconica.


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