SIC 2026

Venezia 83, la SIC svela il manifesto della 41ª edizione

La SIC di Venezia presenta il manifesto della 41ª edizione: un’immagine che racconta il cinema come resistenza e bellezza.

Tra rovine, crepe e frammenti, il colore emerge come un gesto vitale e incontenibile. È questa l’immagine scelta per il manifesto della 41ª edizione della Settimana Internazionale della Critica di Venezia, un segno visivo che racchiude l’identità e lo spirito della SIC.

Il manifesto nasce dall’incontro tra la sensibilità artistica e il segno visionario di Grazia La Padula, la produzione creativa di Mauro Uzzeo e il lavoro di design di Fabrizio Verrocchi, che insieme hanno dato forma a un’immagine potente e profondamente contemporanea.

Un’immagine che non si limita a rappresentare il presente, ma invita a cercare nell’arte la capacità di resistere e di trovare nuove prospettive. Una rappresentazione del cinema come spazio di libertà e resistenza, capace di attraversare le macerie del nostro tempo e continuare, nonostante tutto, a immaginare il futuro.

Il colore accompagna così il percorso della 41ª edizione della SIC e racconta un cinema in movimento, aperto alle contaminazioni e alle trasformazioni del presente.

manifesto ufficiale SIC 2026

Sulle macerie, bellezza

Viviamo in un tempo che si è rimesso a lanciare bombe, come se il secolo che pensavamo di esserci lasciati alle spalle non fosse mai davvero finito. Ma attenzione: non è soltanto nelle zone di guerra che si cerca un riparo tra le macerie. Viviamo tutti tra i resti di decisioni prese altrove, da altri, sopra le nostre teste.

Tutto sembra il residuo di qualcosa che prima c’era e che ora possiamo soltanto raccogliere, cercando di tenerlo insieme a fatica. Eppure, tra le crepe, qualcosa resiste. Sui pochi muri non ancora crollati sopravvive un colore che nessuna bomba ha saputo cancellare.

Perché anche quando non le è rimasto nulla, anche quando è sottomessa, stanca, arrabbiata o furiosa, l’umanità continua a generare bellezza.

Non è una scelta compiuta a mente lucida, ma la risposta dolorosa, fisica e incontrollabile di una dea delle arti che emerge dalla maceria stessa e non può fare altro che vomitare meraviglia. Dalla sua bocca aperta non escono grida, ma fiumi di colore che traboccano sui muri e invadono le strade.

È quello che da sempre fa il cinema, è quello che da sempre fa la vita: dipingere sulle macerie, nonostante tutto.

Una dura, dura, dura pioggia cadrà. Ma la bellezza salverà il mondo.

Art: Grazia La Padula
Produzione Creativa: Mauro Uzzeo
Design: Fabrizio Verrocchi


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