House of Guinness torna su Netflix con la stagione 2: la saga della famiglia Guinness continua tra potere e rivalità.
House of Guinness è stata ufficialmente rinnovata da Netflix per una seconda stagione. Secondo quanto riportato da Variety, infatti, la piattaforma avrebbe già dato il via libera alla nuova stagione della serie creata da Stephen Knight, con l’inizio delle riprese previsto per i primi mesi del 2027.
Qui la Recensione: House of Guinness, la recensione: un’eredità alcolica e politica
La serie è ambientata nell’Irlanda del 1860 e ruota attorno alla famosa famiglia di birrai Guinness. Dopo la morte del patriarca Sir Benjamin Guinness, gli eredi si ritrovano a dover gestire e contendersi il controllo dell’impero della birra costruito dal padre, in un clima segnato da ambizione, rivalità familiari sempre più tossiche e forti tensioni politiche.
Immersa nelle turbolenze dell’epoca, la storia mostra quindi una lotta di potere interna alla dinastia, sullo sfondo di un’Irlanda attraversata da conflitti sociali e politici nel periodo successivo alla carestia. Proprio questa miscela tra drama familiare e contesto storico ha portato molti a descriverla come una sorta di incontro tra Succession e Peaky Blinders.
La produzione è firmata da Kudos, società controllata da Banijay, e il cast corale vede protagonisti Anthony Boyle, Louis Partridge, Emily Fairn e Fionn O’Shea nei ruoli dei membri della famiglia Guinness. Accanto a loro compaiono anche James Norton, Niamh McCormack, Jack Gleeson, Seamus O’Hara, Michael McElhatton, David Wilmot, Dervla Kirwan, Danielle Galligan e Ann Skelly.
La prima stagione, composta da otto episodi, ha ottenuto un ottimo riscontro critico nel Regno Unito e negli Stati Uniti, dove è stata elogiata come un racconto elegante, crudo e coinvolgente delle strade acciottolate della Dublino del XIX secolo (anche se le riprese si sono svolte principalmente tra Liverpool e Manchester). Su Rotten Tomatoes ha raggiunto l’89% di gradimento del pubblico.
Non sono però mancate le polemiche in Irlanda, dove la serie è stata criticata per alcune inesattezze storiche e per la rappresentazione del contesto politico dell’epoca, in particolare della situazione post-carestia e dei movimenti rivoluzionari anticoloniali.
Il finale della prima stagione, particolarmente ricco di suspense e con un importante cliffhanger che coinvolge uno dei personaggi principali, aveva già lasciato intuire la possibilità di un seguito, alimentando le aspettative dei fan.
Lo stesso Stephen Knight, poco dopo l’uscita della serie, aveva dichiarato di avere in mente un’espansione in più stagioni, sulla scia di Peaky Blinders, arrivando addirittura a parlare di un progetto che potrebbe estendersi fino agli anni ’60.
Resta però un’incognita il suo reale coinvolgimento nella seconda stagione, visto che al momento è impegnato nella scrittura del prossimo film di James Bond.






