A Venezia 83 Werner Herzog presenta Bucking Fastard, ispirato alla storia vera delle gemelle Freda e Greta Chaplin.
Due sorelle che parlano all’unisono, condividono gli stessi sogni e si innamorano dello stesso uomo. È da questa storia, nata da un curioso caso di cronaca britannico degli anni Ottanta, che prende forma Bucking Fastard, il film scritto e diretto da Werner Herzog in concorso a Venezia 83 per il Leone d’Oro. Un ritorno alla finzione per il regista tedesco, che porta per la prima volta sullo schermo insieme Kate e Rooney Mara.
Le due attrici interpretano Jean e Joan Holbrooke, sorelle inseparabili che vivono in una dimensione tutta loro. Nella loro vita entra Gareth Mulroney, interpretato da Orlando Bloom, l’uomo di cui entrambe si innamorano, mentre Domhnall Gleeson completa il cast nel ruolo di Timothy. Il loro desiderio di trovare un luogo dove il vero amore sia ancora possibile le spinge verso un’impresa impossibile: scavare un tunnel attraverso una catena montuosa.
L’idea del film nasce dalla vicenda reale delle gemelle Freda e Greta Chaplin, diventate famose negli anni Ottanta dopo un caso giudiziario che attirò l’attenzione dei media britannici. Un uomo con cui entrambe avevano avuto una relazione ottenne un ordine restrittivo nei loro confronti, trasformando la storia privata delle due donne in un episodio di cronaca. Herzog aveva già raccontato il suo interesse per questa vicenda nella sua autobiografia Every Man for Himself and God Against All, tra i progetti che avrebbe voluto realizzare.
Anche il titolo arriva da quella storia. Durante un’udienza, le due sorelle pronunciarono insieme il lapsus “Bucking Fastard” invece di “Fucking Bastard”: una parola sbagliata diventata il nome del film.
Herzog non ricostruisce però il caso delle Chaplin. Cambia i nomi delle protagoniste e costruisce una storia di finzione attorno a Jean e Joan Holbrooke. Secondo la sinossi della Biennale, il film racconta anche il modo in cui il mondo reagisce alla loro presenza, tra tribunali, stampa e persone che cercano di aiutarle o di sfruttare la loro situazione.
Il regista ha definito Bucking Fastard il completamento ideale di una trilogia insieme a Fitzcarraldo e Grizzly Man. Un legame che riguarda il percorso del suo cinema e non la continuità delle storie raccontate.
Girato principalmente in Irlanda, tra Dublino, Naas e i Pigeon House Studios, con ulteriori lavorazioni in Slovenia, il film riunisce anche alcuni collaboratori abituali di Herzog, tra cui il direttore della fotografia Peter Zeitlinger, il montatore Marco Capalbo e il compositore Ernst Reijseger.
Prima di arrivare al Lido, Bucking Fastard era stato invitato al Festival di Cannes fuori concorso, ma Herzog e la produzione hanno scelto di puntare su una presenza competitiva. Il film arriva così a Venezia segnando il ritorno del regista alla finzione con una storia nata dalla cronaca e trasformata in cinema.






