Il Canto di Alina arriva al cinema il 22 ottobre dopo il Premio Corso Salani al Trieste Film Festival e un percorso nei festival in Italia.
Presentato in anteprima internazionale alla 36ª edizione del Trieste Film Festival, dove ha conquistato il Premio Corso Salani, Il Canto di Alina, esordio alla regia di Ilaria Braccialini e Federica Oriente, arriverà nelle sale italiane il 22 ottobre, distribuito da Lo Scrittoio.
Prodotto dal collettivo indipendente Oxymoro Creative Studio con Akita Film, il film è stato realizzato con il sostegno della Friuli-Venezia Giulia Film Commission, della Marche Film Commission e della Fondazione Francesco Morelli.
Johana (Caterina Truci) è una giovane migrante che percorre la rotta balcanica nel tentativo di raggiungere l’Europa. Durante il viaggio incontra Alina (Adriana Papana), una ragazza moldava poco più grande di lei, con cui nasce un legame profondo. Una volta arrivate in Italia, entrambe finiscono vittime del racket della prostituzione. Alina, apparentemente la più forte, si spegne progressivamente fino a soccombere. Di fronte alla sua morte, Johana decide di reagire e di fuggire. Rapisce Lorenzo (Cristiano Caldironi), un tassista di mezza età, e lo costringe a guidare verso il confine.
Il viaggio diventa un confronto tra due persone sole, inizialmente estranee e accomunate dalla necessità di lasciarsi alle spalle qualcosa. Tra Johana e Lorenzo nasce un rapporto inatteso, fatto di rispetto e di una fragile solidarietà. Per Johana, quella fuga rappresenta la possibilità di sottrarsi alla violenza e tornare a immaginare un futuro scelto da sé.

“Gli universi brutali della tratta umana offrono uno degli spaccati più sinceri e contraddittori della nostra società”, dichiarano le registe. “Johana è la rivalsa di una delle tante sommerse, capace di ribellarsi e di scoprirsi degna di un futuro diverso. La scelta della coregia nasce dal desiderio di confrontarci con chi condivida la stessa urgenza ma abbia uno sguardo diverso sulla realtà. Non vogliamo cadere nell’etichetta della ‘regia al femminile’ che racconta un dramma femminile. È una sfida che ci spinge a crescere e ad andare oltre la nostra esperienza personale. E il team, ben più ampio della regia, non è mai stato limitato da binarietà di genere, ma arricchito dalle diverse sensibilità di ciascuno”.
Il film ha proseguito il suo percorso nei festival internazionali con selezioni al Barcelona Indie Filmmakers Festival, Madrid Indie Film Festival, London Director Talent Movie Award, Westminster Film Festival e International Film Gala London. In Italia è stato finalista ai Fabrique du Cinéma Awards nella categoria migliore opera prima e ha vinto il premio per la migliore opera prima all’Asti International Film Festival.
“L’incontro con i ragazzi di questo collettivo, con il loro talento e la loro esuberante vitalità creativa – sottolineano Cinzia Masòtina e Claudio Puglisi de Lo Scrittoio – ci ha confermato quanto, quando il talento incontra le competenze necessarie a riconoscerlo e svilupparlo, sia possibile realizzare qualità. Pur essendo un piccolo film, Il Canto di Alina rappresenta l’idea di cinema indipendente che da sempre sviluppiamo, sosteniamo e promuoviamo con passione e ostinata convinzione”.






