avatar

James Cameron e Disney citati in giudizio per l’uso non autorizzato di un volto in Avatar

James Cameron e Disney accusati di aver usato senza consenso il volto di Q’orianka Kilcher per Avatar, generando profitti miliardari.

Il regista James Cameron e la The Walt Disney Company sono stati citati in giudizio insieme a Lightstorm Entertainment e ad alcune società di effetti visivi, con l’accusa di aver utilizzato senza consenso l’immagine di un’attrice indigena nella creazione del personaggio Neytiri in Avatar.

Secondo la denuncia, come riportato da Variety, l’attrice Q’orianka Kilcher sostiene che, quando aveva 14 anni e aveva appena interpretato Pocahontas nel film The New World, Cameron avrebbe tratto ispirazione da una sua fotografia pubblicata sui media. Da quell’immagine, il regista avrebbe chiesto al proprio team di design di ricavare i tratti del volto poi utilizzati come base per Neytiri.

Nel documento legale si afferma che Kilcher “non ha mai acconsentito all’uso della sua immagine da parte dei convenuti, né in Avatar né in alcun prodotto o materiale promozionale collegato”. La denuncia descrive inoltre un processo di produzione molto articolato: il volto dell’attrice sarebbe stato riprodotto in schizzi, trasformato in modelli tridimensionali, scansionato digitalmente ad alta risoluzione e condiviso con diversi studi di effetti visivi, fino a diventare parte integrante del personaggio poi visto al cinema e nel merchandising del franchise.

L’avvocato principale dell’attrice, Arnold P. Peter, ha definito il caso in termini molto duri: “Quello che ha fatto Cameron non è stata ispirazione, è stata sfruttamento. Ha preso i tratti biometrici unici del viso di una ragazza indigena di 14 anni, li ha sottoposti a un processo industriale e ha generato miliardi di dollari di profitto senza mai chiedere il permesso”.

La denuncia riporta anche un incontro avvenuto anni dopo l’uscita del film, quando Cameron avrebbe consegnato a Kilcher uno schizzo accompagnato da un biglietto scritto a mano in cui si legge: “La tua bellezza è stata la mia prima ispirazione per Neytiri”.

L’attrice, citata negli atti, ha raccontato di aver inizialmente interpretato quel gesto come una semplice ispirazione artistica, senza immaginare un uso diretto e sistematico della sua immagine nel processo creativo del film. “Non avrei mai immaginato che qualcuno di cui mi fidavo avrebbe usato il mio volto senza consenso”, ha dichiarato.

Secondo la ricostruzione della causa, Kilcher avrebbe scoperto l’entità della vicenda solo di recente, dopo la circolazione online di un’intervista a Cameron in cui il regista, osservando un’immagine di Neytiri, avrebbe indicato esplicitamente la giovane attrice come riferimento visivo.

La denuncia richiama anche una possibile violazione delle normative californiane contro i deepfake e chiede il risarcimento dei danni, la restituzione dei profitti derivati dall’uso dell’immagine, oltre a un’ingiunzione e a una comunicazione pubblica correttiva.

Infine, gli avvocati della parte attrice sostengono che il caso riguardi un “processo creativo deliberato di trasformazione da analogico a digitale” che avrebbe sottratto l’identità dell’attrice, mentre il franchise di Avatar viene descritto come uno dei più redditizi della storia del cinema, con incassi globali superiori ai 2,9 miliardi di dollari per il primo film.


Pubblicato

in

da

Tag: