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Jesse Eisenberg spiega perché ha rifiutato The Social Reckoning

Jesse Eisenberg sul rifiuto del ruolo di Mark Zuckerberg in The Social Reckoning: “Sto prendendo strade diverse nella mia vita”.

Jesse Eisenberg ha raccontato perché ha deciso di non tornare a interpretare Mark Zuckerberg nel sequel di The Social Network, intitolato The Social Reckoning, nelle sale italiane dal 9 ottobre.

“È un onore parlare con Aaron in qualsiasi veste, perché è così eloquente, affascinante e brillante”, ha dichiarato l’attore alla première di Minions & Monsters a Los Angeles, domenica scorsa. “Abbiamo parlato del film per diversi giorni. Aaron si esprime in modo meraviglioso, proprio come scrive, quindi quando si decide di non lavorare con lui sembra quasi di deludere l’America.”

Eisenberg ha poi spiegato le ragioni della sua scelta: “Gli ho semplicemente detto che sto prendendo strade diverse nella mia vita. Non voglio più essere associato a quel personaggio, ma le ragioni per cui ho deciso di non fare il film non hanno nulla a che vedere con la qualità del progetto. Sono convinto che sarà un film meraviglioso.”

All’inizio di giugno, come riportato da Variety, Aaron Sorkin aveva raccontato a Vanity Fair di aver cercato per tre giorni di convincere Eisenberg a tornare nel ruolo di Zuckerberg, ma senza successo.

“Pensavo che il ruolo gli appartenesse”, ha spiegato Sorkin. “Semplicemente non voleva più essere associato a Mark Zuckerberg. Ha dei problemi con lui. Non gli piace che i ragazzi gli si avvicinino in aeroporto con biglietti da visita su cui c’è scritto: ‘Sono il CEO, stronzo’, chiedendogli un autografo.”

In The Social Reckoning, Jeremy Strong veste i panni di Mark Zuckerberg, e al centro della storia ci sono Frances Haugen (Mikey Madison), ex ingegnera di Facebook, e Jeff Horwitz (Jeremy Allen White), giornalista del Wall Street Journal. Il film ripercorre le indagini che hanno portato alla pubblicazione dei Facebook Papers nel 2021, rivelando il funzionamento interno dell’azienda e facendo emergere l’impatto della piattaforma sulla salute mentale degli adolescenti e il suo contributo alla diffusione della disinformazione e di contenuti legati alla violenza politica.


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